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VIESTE(FG):NON SOLO NOBILETTI INDAGATO A VIESTE: NEL FASCICOLO ANCHE L’ASSESSORA REGIONALE STARACE. LA REVOCA DELLE DELEGHE A PAGLIALONGA APRE UN CASO POLITICO


VIESTE – Non si placa la bufera politico-giudiziaria che sta investendo il Comune di Vieste. L’inchiesta della Procura di Foggia, che vede indagati il sindaco Giuseppe Nobiletti, un dirigente comunale V.Ragno braccio destro di NOBILETTI,e l’attuale assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace, sta producendo effetti rilevanti anche sul piano politico e amministrativo.

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Al centro delle polemiche vi è la decisione del sindaco Nobiletti di revocare le deleghe assessorili a Gaetano Antonio Paglialonga, assessore ai Grandi Eventi fino all’8 giugno scorso. Una scelta che ha immediatamente sollevato interrogativi sia sul piano politico sia su quello istituzionale.
Secondo quanto emerso dagli atti notificati agli indagati, Paglialonga avrebbe registrato alcune conversazioni dalle quali sarebbero emersi elementi ritenuti rilevanti dagli investigatori nell’ambito dell’indagine riguardante la concessione di un lido balneare riconducibile all’ex marito dell’assessora Starace. Sarebbe stato proprio l’ex assessore

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comunale, dopo essere venuto a conoscenza della vicenda, a segnalarla alle autorità competenti.
La circostanza assume particolare rilievo perché, nel momento in cui avrebbe appreso i fatti poi denunciati, Paglialonga ricopriva la carica di assessore comunale e quindi rivestiva la qualifica di pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni. In tale veste, la normativa impone specifici doveri di collaborazione con l’autorità giudiziaria e di segnalazione di eventuali fatti che possano configurare ipotesi di reato perseguibili d’ufficio.

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Per molti osservatori, quindi, la denuncia presentata da Paglialonga non rappresenterebbe una scelta discrezionale o politica, bensì l’adempimento di un preciso dovere istituzionale. Se avesse omesso di riferire circostanze delle quali era venuto a conoscenza nell’esercizio del proprio incarico, avrebbe potuto esporsi a conseguenze personali e giudiziarie, compreso il rischio di essere chiamato a rispondere per omissioni o per aver taciuto informazioni rilevanti per l’accertamento dei fatti.
Proprio questo aspetto rende ancora più controversa la decisione del sindaco di revocargli le deleghe dopo la scoperta della sua collaborazione con gli investigatori. La scelta viene interpretata da parte dell’opinione pubblica come un possibile segnale scoraggiante nei confronti di chi, nell’esercizio di una funzione pubblica, ritiene di dover segnalare presunte irregolarità alle autorità competenti.

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La questione assume anche una valenza etica e istituzionale. Al momento dell’insediamento, ogni sindaco presta giuramento di osservare lealmente la Costituzione e le leggi della Repubblica. Per questo motivo, diversi osservatori sostengono che un amministratore pubblico dovrebbe garantire piena tutela a chi adempie ai propri doveri istituzionali, soprattutto quando si tratta di collaborare con la magistratura nell’accertamento della verità.
Sul fronte giudiziario, l’inchiesta continua il suo corso. Secondo l’ipotesi investigativa, le pressioni contestate sarebbero state finalizzate alla revoca della concessione comunale di un lido balneare gestito dall’ex marito dell’assessora Starace. Gli inquirenti ritengono che tali iniziative possano essere state motivate da contrasti personali legati al mancato pagamento degli alimenti. Si tratta tuttavia di contestazioni che dovranno essere verificate nel prosieguo delle indagini e nell’eventuale fase processuale.
Da parte sua, il sindaco Nobiletti ha sostenuto che il provvedimento di revoca della concessione fosse giustificato da verifiche amministrative che avrebbero accertato irregolarità nella gestione della struttura, aggiungendo che la concessione sarebbe stata successivamente ripristinata.
Nel frattempo, la vicenda sta producendo ripercussioni anche all’interno del Partito Democratico. L’evoluzione dell’inchiesta viene seguita con attenzione dai vertici del partito e, secondo indiscrezioni, l’europarlamentare Antonio Decaro starebbe valutando eventuali iniziative volte a tutelare l’immagine e l’integrità del gruppo dirigente coinvolto.
Mentre la magistratura prosegue gli accertamenti, resta aperto il dibattito politico sulla revoca delle deleghe a Paglialonga: un atto amministrativo legittimo sul piano formale, ma destinato a far discutere per le sue implicazioni istituzionali e per il messaggio che rischia di trasmettere a chi, ricoprendo un incarico pubblico, ritiene di dover denunciare fatti ritenuti rilevanti per la giustizia.

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