Vieste(FG):Nobiletti e l’avviso della Procura trasparenza istituzionale o comunicazione di convenienza?
La decisione del sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, di rendere pubblica,pubblicando un post della notizia dell’avviso di accertamenti tecnici non ripetibili notificatogli dalla Procura della Repubblica di Foggia apre una serie di interrogativi che vanno oltre il piano giudiziario e investono direttamente quello politico.
Nel suo intervento pubblico, Nobiletti ha rivendicato la correttezza dell’azione amministrativa svolta negli ultimi dieci anni, dichiarando piena fiducia nel lavoro della magistratura. Una posizione legittima e coerente con il principio di presunzione d’innocenza, che deve valere per ogni cittadino e per ogni amministratore pubblico.
Tuttavia, la questione che oggi alimenta il dibattito non riguarda soltanto l’indagine, ma soprattutto la scelta di comunicarla pubblicamente.
Perché proprio adesso?
È una domanda che molti cittadini potrebbero porsi. Lo stesso sindaco avrebbe infatti riconosciuto di aver ricevuto in passato altri avvisi o comunicazioni giudiziarie senza ritenere necessario informarne la cittadinanza. Per quale motivo, allora, questa volta la scelta è stata diversa?
Se il principio è quello della trasparenza assoluta, ci si potrebbe chiedere perché tale criterio non sia stato applicato anche in precedenza. Se invece la decisione di comunicare dipende dalla rilevanza politica della vicenda, allora è inevitabile interrogarsi sulle ragioni che hanno reso questo episodio diverso dagli altri.
Ancora più significativa appare la circostanza che l’annuncio sia arrivato insieme alla revoca delle deleghe all’assessore ai Grandi Eventi, Tano Paglialonga. Due fatti distinti ma comunicati contestualmente, una coincidenza che inevitabilmente alimenta letture e interpretazioni politiche.
L’impressione è che il sindaco abbia sentito l’esigenza di anticipare il dibattito pubblico, scegliendo di raccontare personalmente la vicenda prima che fossero altri a farlo. Una scelta che potrebbe essere interpretata come un atto di trasparenza preventiva, ma che potrebbe anche essere letta come un tentativo di governare la narrazione politica di una situazione apparsa improvvisamente più delicata del previsto.
È qui che emerge il dubbio più rilevante: siamo di fronte a una strategia comunicativa attentamente studiata oppure a una reazione dettata da circostanze che l’amministrazione non aveva pienamente previsto?
La risposta, almeno per ora, non c’è. Ma il quesito resta sul tavolo.
Perché se davvero si tratta di una semplice vicenda amministrativa destinata a essere chiarita, come sostiene il sindaco, allora resta da comprendere la necessità di una comunicazione così immediata, dettagliata e politicamente significativa. Se invece si è ritenuto necessario intervenire subito per prevenire possibili conseguenze sul piano politico e amministrativo, allora la scelta assume un significato diverso e merita una riflessione pubblica.
In questa fase non spetta alla politica sostituirsi alla magistratura. Saranno gli organi competenti a chiarire i fatti. Ma alla politica spetta il compito di spiegare le proprie scelte e le proprie decisioni.
E tra le domande che attendono risposta ve n’è una che probabilmente accompagnerà il dibattito cittadino nelle prossime settimane: perché questo avviso è stato reso pubblico, mentre altri episodi analoghi non lo sono stati? È stata una scelta di trasparenza istituzionale oppure la conseguenza di una situazione che rischiava di sfuggire al controllo della comunicazione politica?
Fino a quando non arriveranno chiarimenti più approfonditi, il dubbio resterà aperto.

