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San Severo al centro dello scandalo politico: l’ex sindaco Colangelo rompe il silenzio


San Severo torna sotto i riflettori. L’ex sindaco Colangelo rompe il silenzio e getta luce su un periodo turbolento della sua amministrazione, segnato dalla mancata approvazione di un accapo urbanistico che, nelle sue parole, «ha agito come un vero detonatore».
«Troppe erano le situazioni da verificare prima di assumersi responsabilità così grandi», afferma senza mezzi termini. Secondo Colangelo, circolavano articoli sulla stampa che sollevavano dubbi su conflitti di interesse, vicinanze e parentele con agenzie immobiliari, proprietari, proponenti e progettisti. «Era indispensabile approfondire tutto per poter votare con responsabilità, con l’unico obiettivo della crescita del nostro territorio», sottolinea l’ex primo cittadino, lasciando intendere che altri erano pronti a correre senza guardare.
Ma le accuse più pesanti riguardano i membri stessi della Giunta e del Consiglio. Colangelo punta il dito contro il consigliere Tardio: «Qual è il motivo silenzioso della sua sfiducia? Forse una sottomissione a pressioni esterne che gli impedivano di valutare autonomamente le scelte giuste. È una denuncia chiara di comportamenti limitati e superficiali».
E non risparmia neppure i suoi collaboratori: «Consiglieri e assessori che giravano tra cittadini e aziende vantando poteri inesistenti su di me hanno fallito miseramente. Hanno fatto i propri comodi, spesso senza informarmi. In alcuni casi, non sapevo nemmeno cosa stesse succedendo».
L’ex sindaco critica poi il modo in cui venivano filtrate le informazioni: «Far trapelare notizie da riunioni interne alla Giunta è sleale e inaccettabile. Mi sono fidata di pseudo-consiglieri, pseudo-assessori e soprattutto di pseudo-amici. E questo ha minato tutto il lavoro serio che avremmo potuto fare».
Concludendo, Colangelo non nasconde le responsabilità proprie: «Forse non conoscevo a fondo la macchina amministrativa. Ma se la fiducia viene tradita dai tuoi stessi collaboratori, la città paga il prezzo più alto». Parole dure, che aprono uno scenario a San Seveto destinato a far discutere cittadini, stampa e, probabilmente, anche gli inquirenti.

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