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Cerignola(FG): Bancomat nel mirino ad ogni vertice sulla sicurezza segue un nuovo assalto. È una sfida aperta allo Stato?


FOGGIA – Ormai sembra una inquietante coincidenza che si ripete con una puntualità disarmante. Ad ogni Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato presso la Prefettura di Foggia, alla presenza di tutte le forze dell’ordine e delle istituzioni competenti, la criminalità organizzata risponde con un nuovo assalto ai bancomat. Come se volesse lanciare un messaggio preciso: la sfida allo Stato continua.

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Proprio nelle ultime ore la Procura della Repubblica di Foggia ha diffuso una nota stampa, pubblicata anche da YouFoggia.com, con la quale sono stati resi noti importanti risultati investigativi che hanno portato all’arresto di presunti responsabili di diversi assalti agli sportelli automatici. Un’operazione significativa che testimonia il lavoro costante di magistratura e forze dell’ordine nel contrasto a questo fenomeno criminale.
Eppure, mentre si registrano arresti e si celebrano risultati investigativi, i colpi continuano. Un elemento che alimenta inevitabilmente interrogativi tra i cittadini. La domanda che molti si pongono è semplice: gli arrestati fanno parte di un solo gruppo criminale oppure esistono diverse batterie specializzate che operano contemporaneamente nel territorio?
L’ultimo episodio è avvenuto nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 giugno a Cerignola. Nel mirino dei malviventi è finito lo sportello bancomat della Bpm situato in corso Garibaldi, nel pieno centro cittadino. Secondo quanto riportato dall’Ansa, due forti esplosioni hanno svegliato i residenti della zona. Almeno quattro persone, con il volto coperto, avrebbero agito utilizzando la ormai nota tecnica della “marmotta”, inserendo l’esplosivo all’interno dello sportello automatico per provocarne l’apertura.
Dopo il duplice boato, i criminali si sarebbero allontanati rapidamente a bordo di un SUV. Il colpo, secondo le prime informazioni, sarebbe andato a segno, anche se resta ancora da quantificare l’ammontare del denaro sottratto. Ingenti i danni provocati alla struttura bancaria.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno immediatamente avviato le indagini, acquisendo le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona per tentare di identificare gli autori dell’ennesimo assalto.

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La sensazione, tuttavia, è che il fenomeno sia tutt’altro che arginato. Ogni operazione repressiva sembra essere seguita da una nuova dimostrazione di forza della criminalità. Una sorta di partita continua tra Stato e delinquenti, nella quale gli investigatori colpiscono con arresti e sequestri mentre le organizzazioni criminali cercano di riaffermare la propria presenza sul territorio attraverso azioni spettacolari e ad alto impatto mediatico.
Per questo motivo diventa fondamentale comprendere se dietro questi episodi vi sia un’unica organizzazione capace di rigenerarsi rapidamente oppure una pluralità di gruppi autonomi che agiscono con le stesse modalità operative. Una risposta che potrebbe aiutare a interpretare meglio un fenomeno che continua a preoccupare cittadini, imprenditori e istituzioni.
Nel frattempo, il conto degli assalti continua ad aumentare e la provincia di Foggia resta una delle aree più colpite d’Italia da questo particolare tipo di criminalità. Un’emergenza che richiede non solo repressione e arresti, ma anche un’analisi approfondita delle dinamiche criminali che permettono a questi gruppi di continuare a operare con una frequenza che appare, oggi più che mai, allarmante.

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