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San Severo(FG)Tricarico all’attacco “San Severo commissariata per vent’anni. La politica? Un teatro di cialtroni”


SAN SEVERO – Nessuna diplomazia, nessun tentativo di mediazione. Nazario Tricarico torna a parlare e lo fa con parole che assomigliano più a una requisitoria che a una semplice presa di posizione politica. Un intervento destinato a riaccendere polemiche e divisioni in una città che continua a fare i conti con una delle fasi più travagliate della propria storia amministrativa.
L’ex candidato sindaco, sconfitto da Miglio alle elezioni comunali, non è nuovo alle critiche. Dopo essere entrato in Consiglio comunale, scelse però di dimettersi quasi immediatamente, lasciando il posto ad Angela Colangelo. Una decisione che ancora oggi rappresenta uno dei punti più contestati del suo percorso politico. Molti gli attribuiscono errori di valutazione che avrebbero pesato sugli equilibri del centrodestra e dell’opposizione cittadina.

Tra le accuse più ricorrenti c’è proprio quella di aver favorito l’ingresso in Consiglio della Colangelo, una scelta che secondo i suoi detrattori si sarebbe rivelata politicamente fallimentare. Altre critiche riguardano il sostegno offerto alla candidatura di Caposiena, considerata da numerosi osservatori priva della forza elettorale necessaria per raggiungere l’obiettivo dell’elezione. Scelte che, secondo i contestatori, avrebbero contribuito ad aggravare divisioni e personalismi già presenti nel panorama politico locale.

Ora però Tricarico sembra voler chiudere i conti con il passato e rilanciare la propria visione senza alcun filtro.

Nel mirino finisce innanzitutto una delle affermazioni più diffuse nelle ultime settimane, quella secondo cui il Commissario Prefettizio sarebbe limitato alla sola ordinaria amministrazione.

“L’affermazione secondo cui il Commissario Prefettizio si può occupare solo di ordinaria amministrazione è tecnicamente falsa.”
Una smentita netta, accompagnata da una spiegazione altrettanto categorica.
“Ha i poteri del sindaco, della giunta e del consiglio comunale e può adottare anche atti di straordinaria amministrazione.”
Per Tricarico, dunque, chi continua a sostenere il contrario starebbe alimentando paure infondate e contribuendo ad avvelenare ulteriormente il clima cittadino.
“Basta con questo maldestro tentativo di allarmare la cittadinanza.”
Ma è nelle frasi successive che l’ex candidato sindaco affonda il colpo con una durezza raramente vista nel dibattito politico locale.
“Ci siamo risparmiati circa 400 mila euro di stipendi a vuoto.”
Un’affermazione che equivale a una bocciatura senza appello dell’ultima esperienza amministrativa e che prepara il terreno alla stoccata più pesante.
“Per me San Severo andrebbe commissariata per altri vent’anni, considerato il livello di cialtroni che sono andati in scena.”
Parole che non sembrano rivolte a una singola parte politica ma che investono trasversalmente l’intera classe dirigente cittadina, accusata di aver trasformato Palazzo Celestini in un luogo di scontri personali, incapacità amministrativa e continue crisi.
E quando sembra aver già detto tutto, Tricarico rincara la dose con una provocazione destinata a far discutere.

“In alternativa potremmo chiedere a Anthropic un sindaco IA.”
Una battuta solo in apparenza ironica, che nasconde un giudizio durissimo sulla qualità della politica locale. Secondo l’ex consigliere, infatti, il livello raggiunto sarebbe talmente basso da rendere perfino un’intelligenza artificiale una soluzione preferibile rispetto agli amministratori che si sono alternati negli ultimi anni.
L’ultima frase è forse la più feroce:

“Ordinaria amministrazione? Ma magari. Finora neanche quella sono stati in grado di garantire questi quattro scappati di casa.”
Con queste dichiarazioni Tricarico non si limita a difendere le proprie scelte o a chiarire la propria posizione. Lancia piuttosto una sfida politica e culturale all’intero sistema che ha governato e animato San Severo negli ultimi anni.
Resta da capire chi raccoglierà il guanto di sfida. Perché dopo parole così dure, il silenzio rischia di apparire come una resa. E la sensazione è che, da oggi, il dibattito politico cittadino sia destinato a diventare ancora più incandescente

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