San Severo(FG):La crisi della maggioranza e il “gioco delle dimissioni”: perché Caposiena non firma?
Di fronte a una maggioranza ormai logorata, il Presidente del Consiglio Comunale invita la sindaca a dimettersi. Ma se davvero la situazione è senza sbocchi, perché non firmare direttamente la sfiducia insieme agli altri consiglieri e mandare tutti a casa?
Nella politica, spesso, i gesti contano più delle parole. E a San Severo le parole pronunciate nelle ultime ore dal Presidente del Consiglio Comunale, Caposiena, sembrano raccontare una verità che però non trova riscontro nelle azioni.
Da una parte si afferma che l’amministrazione non dispone più di una maggioranza politica solida e stabile. Dall’altra, però, non si percorre l’unica strada che porterebbe immediatamente alla fine dell’esperienza amministrativa: la firma davanti a un notaio insieme agli altri consiglieri necessari per decretare la caduta del Consiglio Comunale e l’arrivo di un commissario prefettizio.
Una contraddizione politica che non può passare inosservata.
Se la maggioranza non esiste più, perché non staccare la spina?
Nel suo intervento, Caposiena sostiene che non sia possibile governare una città complessa come San Severo con numeri risicati e continui equilibri precari.
Un’analisi che molti condividono.
Ma allora la domanda diventa inevitabile: se la crisi è così evidente e numericamente incontestabile, perché chiedere alla sindaca di dimettersi invece di assumersi direttamente la responsabilità politica di firmare la sfiducia?
La risposta potrebbe trovarsi proprio nelle pieghe della normativa.
Le dimissioni del sindaco, infatti, non producono effetti immediati. Una volta protocollate, lasciano aperta una finestra di venti giorni durante la quale possono essere ritirate. Venti giorni che, in politica, rappresentano un’eternità.
Venti giorni per ricucire rapporti, cercare nuovi equilibri, trattare sostegni, convincere indecisi e verificare se esistono ancora margini per salvare l’amministrazione.
In altre parole, venti giorni per riaprire quel mercato politico che molti cittadini osservano ormai con crescente disillusione.
La politica sanseverese e gli accordi trasversali
Chi conosce la storia politica cittadina sa che San Severo vive da decenni una stagione caratterizzata da accordi trasversali, alleanze variabili e maggioranze costruite più sui rapporti personali che sulle appartenenze ideologiche.
Una situazione che ha radici lontane e che si è consolidata nel tempo, fino a diventare quasi una caratteristica strutturale della politica locale.
Anche l’ultima competizione elettorale non ha fatto eccezione.
Il ballottaggio tra Colangelo e Masucci ha evidenziato una geografia politica atipica: una parte della destra Forza Italia ha guardato verso Masucci, mentre segmenti della sinistra indipendente hanno sostenuto Colangelo e Giuliani. Un intreccio di posizionamenti che ha contribuito alla vittoria dell’attuale sindaca ma che, allo stesso tempo, ha reso estremamente fragile l’assetto successivo.
Gli errori politici di una sindaca inesperta nei giochi di palazzo
Sarebbe però ingeneroso attribuire tutte le responsabilità alla sindaca.
Colangelo, pur avendo maturato esperienza amministrativa e professionale, si è trovata a confrontarsi con una realtà politica complessa, fatta di equilibri spesso difficili da interpretare e ancora più difficili da gestire come ha dichiarato soprattutto quelli personali.
Probabilmente alcuni errori politici sono stati commessi.
Forse è stata sottovalutata la capacità di pressione di alcune forze politiche. Forse si è confidato troppo nella lealtà di alleanze che si sono poi rivelate meno solide del previsto.
Ma una cosa appare difficile da contestare anche agli avversari più severi: la volontà di lavorare per la città e una sostanziale correttezza politica.
Colangelo non viene percepita come una figura interessata esclusivamente alla conservazione del potere. Al contrario, molti cittadini continuano a riconoscerle impegno, disponibilità e una sincera volontà di affrontare i problemi della comunità.
L’operazione politica di Forza 🇮🇹
In questo quadro si inserisce la crescita del peso politico di Forza Italia all’interno della maggioranza.
Attraverso una serie di passaggi politici e amministrativi, il partito(pseudo)è riuscito a rafforzare la propria posizione fino ad arrivare alla Presidenza del Consiglio Comunale dando un voto in consiglio comunale per una variazione urbanistica.
Un risultato che molti osservatori attribuiscono alla capacità strategica di Caposiena, che ha esperienza , profonda conoscitrice delle dinamiche consiliari e delle regole che governano le istituzioni locali.
Proprio per questo motivo appare difficile credere che l’attuale scelta sia frutto dell’improvvisazione.
Chi conosce così bene la macchina amministrativa sa perfettamente quali conseguenze producano una firma notarile e quali, invece, producano le dimissioni del sindaco.
Una scelta decisiva per il futuro della città
Adesso la sindaca si trova davanti a un bivio.
Continuare a inseguire accordi precari oppure aprire una fase completamente nuova.
Forse è arrivato il momento di tornare a dialogare con quelle persone che, nel recente passato, avevano offerto collaborazione su temi concreti come il lavoro, l’occupazione giovanile, lo sviluppo economico e il rilancio della città.
Forse è il momento di costruire una squadra fondata meno sugli equilibri politici e più sulle competenze e sugli obiettivi amministrativi.
Allo stesso modo, potrebbe diventare inevitabile una riflessione sull’apparato burocratico comunale. Una rotazione dei dirigenti e dei responsabili dei settori maggiormente identificati con le precedenti amministrazioni potrebbe rappresentare un segnale di discontinuità e di rinnovamento, nel rispetto delle norme e delle professionalità esistenti.
I prossimi venti giorni diranno la verità
La vera domanda, oggi, è una sola.
Se la maggioranza è davvero finita, qualcuno avrà il coraggio di assumersi la responsabilità politica di chiudere questa esperienza amministrativa?
Oppure assisteremo all’ennesima stagione di trattative, accordi, mediazioni e ricomposizioni dell’ultimo minuto?
I prossimi giorni saranno decisivi.
Perché se da una parte Caposiena sostiene che non esistano più i numeri per governare, dall’altra la mancata firma lascia aperta una strada che potrebbe portare esattamente nella direzione opposta.
Ed è proprio qui che si misura la differenza tra la politica delle dichiarazioni e quella delle scelte.
A San Severo, ancora una volta, saranno i fatti a dire quale delle due prevarrà.

