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San Severo(FG): Crisi politica senza precedenti,maggioranza in frantumi, Giunta assente e città sospesa tra dimissioni e rientri di scena


SAN SEVERO – Una crisi politica profonda, che negli ultimi giorni ha assunto i contorni di una vera e propria frattura istituzionale, sta investendo il Comune di San Severo.

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Una situazione che ha raggiunto il suo punto più critico nella seduta consiliare di ieri, quando il sindaco si è presentata in aula senza la Giunta, segnale evidente di un equilibrio ormai compromesso.

Nel giro di poche ore, la maggioranza che sostiene l’amministrazione guidata da Lidya Colangelo ha iniziato a sgretolarsi, travolta da tensioni interne legate in particolare ai dossier urbanistici e al cosiddetto “caso McDonald’s”, che avrebbe accelerato le divisioni già presenti nella coalizione.

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Il crollo della maggioranza: si sfila “Insieme per San Severo”
Il primo strappo arriva dal gruppo “Insieme per San Severo”, che annuncia il proprio abbandono della maggioranza. “Non faremo più parte di questa maggioranza. Non ci sono più le condizioni”, ha dichiarato Ciro Matarante, formalizzando di fatto il passaggio all’opposizione insieme a Ilaria D’Antuono.
A stretto giro, anche Marianna Orlando (Lega) e Alfredo Tardio (“La città che vorrei”) hanno seguito la stessa linea, contribuendo ad aggravare ulteriormente la crisi numerica dell’esecutivo.

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Un’emorragia politica che ha trasformato il Consiglio comunale in un terreno instabile, dove ogni equilibrio appare ormai provvisorio.

Le accuse dall’opposizione e il clima infuocato
Dai banchi dell’opposizione, il tono è stato durissimo. Francesco Sderlenga (Senso Civico) ha attaccato frontalmente il sindaco: “Si dimetta se ha un po’ di dignità”.
Parole che si inseriscono in un clima già rovente, ulteriormente alimentato dagli interventi di Fernando Ciliberti (Giuliani Sindaco), che aveva richiamato la necessità di “coraggio politico” e fatto riferimento alle 13 firme necessarie per determinare un possibile ribaltamento amministrativo.

La notte delle firme mancate e il nodo della “tredicesima firma”
Secondo quanto emerso, dodici consiglieri comunali avrebbero avviato l’iter per la presentazione delle dimissioni contestuali, passando prima dagli uffici del Segretario Comunale e successivamente presso un notaio. Tuttavia, l’operazione non si sarebbe conclusa: la firma decisiva non sarebbe arrivata.
Il mancato raggiungimento della soglia ha, almeno per il momento, impedito lo scioglimento del Consiglio comunale, lasciando in vita l’amministrazione Colangelo ma in condizioni di forte precarietà.

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La dinamica ha alimentato ulteriori tensioni politiche e speculazioni su possibili ripensamenti dell’ultima ora, con la situazione descritta dagli ambienti politici come “in continua evoluzione”.

Il ruolo cruciale di Rosa Caposiena
Al centro della crisi si colloca la posizione del Presidente del Consiglio comunale Rosa Caposiena, indicata come figura decisiva nel delicato equilibrio politico attuale. La mancata sottoscrizione della tredicesima firma viene interpretata come elemento determinante nel blocco della procedura di sfiducia e scioglimento.
Una scelta che, secondo diversi osservatori, ha evitato al Comune il commissariamento e un lungo periodo di gestione straordinaria, ma che al tempo stesso ha mantenuto in vita una maggioranza ormai fortemente indebolita.

Un’amministrazione in difficoltà e una città in attesa
La crisi si inserisce in un contesto già reso fragile da dimissioni e tensioni pregresse, culminate nell’azzeramento della Giunta e in un progressivo logoramento dei rapporti interni alla coalizione.
Per il sindaco Colangelo si apre ora una fase complessa: ricostruire una squadra di governo, recuperare la fiducia politica e garantire la continuità amministrativa in un quadro di evidente instabilità.

San Severo tra due scenari
La città resta sospesa tra due possibili sviluppi: da un lato la tenuta – seppur fragile – dell’amministrazione in carica, dall’altro l’ipotesi di un ritorno alle urne dopo un eventuale commissariamento.
Al centro di tutto resta quella che ormai viene definita “la politica della tredicesima firma”: un numero diventato simbolo di una crisi che, più che risolta, sembra semplicemente rimandata.

E mentre gli equilibri continuano a oscillare, San Severo resta in attesa di capire quale sarà il suo prossimo assetto istituzionale

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