San Severo(FG):Si cambia marcia o sarà il giochino delle finte crisi? Colangelo si,Colangelo no,questo è il dilemma!
Palazzo Celestini, la maggioranza si spacca,così vorrebbe far comprendere.Le provinciali, veti e dimissioni dietro l’apparente crisi Colangelo.
La vittoria di Raffaella Vene per “San Sa Severo”,alle elezioni provinciali e la contemporanea sconfitta della candidata di Fratelli d’Italia, Daniela Vassallo, non sono state soltanto un risultato elettorale fine a se stesso, ma ha aperto una discussione interna ad un partito come Fratelli d’Italia che a quanto pare abbia preso finalmente posizione. Hanno rappresentato l’inizio di una crisi politica profonda che oggi rischia di travolgere definitivamente la maggioranza guidata dalla sindaca Lidya Colangelo.
Una situazione che, secondo molti osservatori politici cittadini, era nell’aria già da tempo. Anche Youfoggia aveva raccontato il malcontento crescente nella base di Fratelli d’Italia, delusa da scelte politiche considerate distanti dagli equilibri interni del partito e incapaci di rappresentare realmente gli iscritti e i sostenitori storici del centrodestra cittadino.
Quello che inizialmente appariva come un semplice momento di tensione si è trasformato, settimana dopo settimana,mese dopo mese ,in uno scontro permanente che ha finito per paralizzare l’attività amministrativa del Comune. La frattura si è resa evidente almeno quindici giorni prima delle dimissioni definitive dell’assessore Gigi Marino, considerate oggi il segnale pubblico di una crisi interna che da tempo si consumava nei corridoi di Palazzo Celestini.
Le parole pronunciate da Marino nel video diffuso dopo l’addio all’esecutivo raccontano chiaramente un clima politico pesante, oppressivo e ormai diventato insostenibile. Un’atmosfera che, secondo molti, ricordava per tensione e rigidità i periodi più difficili vissuti durante l’amministrazione Miglio, contesto politico al quale lo stesso Marino era già abituato.
Dopo le elezioni provinciali, Fratelli d’Italia avrebbe scelto di irrigidire ulteriormente il confronto interno, rafforzando un asse politico costruito con i civici di centrosinistra Mariani e Franciosi e con il gruppo dell’assessore Rosario Di Scioscio. Una figura centrale negli equilibri dell’amministrazione comunale e considerata da molti come uno dei veri gestori politici del Comune insieme alla sindaca Colangelo.
Secondo le ricostruzioni circolate negli ambienti politici cittadini, Di Scioscio ha avuto un ruolo determinante nella gestione dei principali settori amministrativi: dai lavori pubblici ai servizi comunali, fino agli incarichi e alle scelte operative interne al Palazzo. Decisioni che, secondo diverse fonti politiche, sarebbero state spesso assunte senza seguire pienamente le indicazioni del partito di riferimento.
L’area politica riconducibile a Di Scioscio è rappresentata in Consiglio comunale da Armando Dell’Oglio e Rosa Bentivoglio. Insieme all’asse formato da Fratelli d’Italia e dai civici, questo blocco avrebbe progressivamente condizionato le decisioni della sindaca attraverso veti politici e personali che avrebbero rallentato o bloccato numerose attività amministrative.
Ma nella crisi emerge anche un altro nome chiave: Giuseppe Manzaro. La sua figura, recentemente fotografata insieme a Gigi Marino e a La Salandra, viene descritta da diversi ambienti politici come quella del vero regista dell’attuale amministrazione comunale.
Sarebbe stato proprio Manzaro, insieme a Marino e a La Salandra, a costruire l’operazione politica che ha portato alla candidatura vincente di Raffaella Vene nella lista del presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, che a tutti i costi voleva vincere l’elezioni provinciali per controbattere Piemontese. Una candidatura nata in aperta contrapposizione a quel gruppo politico che aveva già ostacolato il tentativo di attribuire allo stesso Manzaro un ruolo ufficiale all’interno dello staff della sindaca.
Da quel momento la maggioranza si sarebbe definitivamente divisa in due blocchi contrapposti.
Da una parte il gruppo dei nove amministratori vicini all’asse politico formato da Fratelli d’Italia, dai civici Mariani e Franciosi e dall’area di Di Scioscio. Dall’altra un fronte composto da cinque consiglieri comunali — Matarante, D’Antuono, Tardio, il leghista Orlando e la stessa Raffaella Vene —che oggi sembra più mansueta e non ostacola tanto la Colangelo. Ma alcuni non avendo nulla in cambio non sembrano più disposti ad accettare una paralisi amministrativa ritenuta ormai inspiegabile.
Mentre altri dichiarano che le ricostruzioni politiche, il punto di rottura definitivo sarebbe arrivato immediatamente dopo le provinciali. La sindaca Colangelo avrebbe infatti deciso di schierarsi apertamente con il gruppo dei nove, accogliendo le richieste di Fratelli d’Italia: escludere Vene dalla maggioranza e adottare una linea durissima contro i consiglieri considerati vicini all’operazione politica costruita da Manzaro, Marino,La Salandra e Nobiletti.
Una scelta che nelle intenzioni della sindaca avrebbe dovuto riportare equilibrio nella coalizione, ma che nei fatti avrebbe aggravato ulteriormente la crisi politica interna.
Oggi Palazzo Celestini appare attraversato da una frattura profonda, con una maggioranza spaccata, rapporti politici compromessi e un’attività amministrativa fortemente rallentata. Sullo sfondo resta ora la domanda politica più importante: chi sarà davvero disposto a lasciare la propria poltrona?
Negli ultimi mesi, settimane, infatti, il “cambio del cambiamento” avvenuto all’interno della giunta ha portato all’ingresso di figure che, secondo alcune critiche interne, non avrebbero né titolarità politica né adeguata capacità amministrativa. Una situazione che alimenta ulteriormente tensioni e malumori.
Adesso bisognerà capire chi avrà realmente il coraggio di fare un passo indietro da consigliere o da assessore, rinunciando non solo al ruolo politico ma anche a un compenso economico che, inevitabilmente, pesa nelle scelte individuali. Ed è proprio su questo terreno che si misurerà la reale tenuta della maggioranza guidata da Lidya Colangelo.

