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Foggia:L’Assessore De Santis a Salvini “Basta propaganda, apriamo un confronto sull’immigrazione”


Un videomessaggio forte, diretto e senza mezzi termini quello inviato dall’assessore alla Legalità del Comune di Foggia, Giulio De Santis, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepresidente del Consiglio dei ministri, Matteo Salvini. Il luogo scelto non è casuale: il “quartiere di frontiera” che si sviluppa attorno alla Stazione Ferroviaria di Foggia, un’area segnata da criminalità e problematiche sociali.
Il messaggio e i numeri
De Santis prende spunto da un recente post del ministro, in cui comparivano due immigrati che si scambiavano uno schiaffo davanti alla stazione, accompagnato dalla frase “Tutti a casa”. L’assessore non ci sta: “Ma perché ci vuoi prendere in giro?”, afferma. Ricorda che il decreto flussi di Meloni-Salvini-Vannacci prevede 146.000 nuovi ingressi in Italia di immigrati e che, di questi, circa 6.800 arriveranno a Foggia e provincia.
“La gente di Foggia non è ingenua”, aggiunge De Santis, sottolineando come sia evidente la contraddizione tra il messaggio di “cacciarli tutti” e la realtà normativa che prevede flussi regolari di ingresso. L’assessore evidenzia anche il problema dell’integrazione e del lavoro: “Se non lavorano e non hanno possibilità di avere un lavoro regolare, cosa possono fare? Criminalità? Accattonaggio? Allora perché non regolarizziamo prima chi è già qui e li facciamo lavorare e integrare?”.
De Santis sottolinea inoltre come i numeri dei flussi futuri siano consistenti: 164.850 ingressi nel 2026, 165.850 nel 2027 e 166.850 nel 2028, quasi mezzo milione di nuovi ingressi regolari in tre anni. “Poi però ripostate video da Foggia scrivendo ‘Cacciamoli tutti’. Chi li sta facendo entrare? Solo quest’anno, secondo le quote del Decreto Flussi, sono 6.800 gli ingressi previsti nella sola provincia di Foggia, soprattutto nel comparto agricolo. Basta propaganda sulla pelle delle persone e sulla sicurezza dei cittadini”, conclude.
Perché un attacco così diretto
L’intervento di De Santis non è un semplice sfogo: ha una duplice funzione. Da una parte denuncia la contraddizione tra il messaggio politico di Salvini e i dati reali dei flussi migratori. Dall’altra vuole richiamare l’attenzione sulla necessità di una politica più pragmatica e meno strumentale: integrazione, regolarizzazione e lavoro sono le chiavi per ridurre il disagio sociale e la criminalità, non le campagne mediatiche o i messaggi di propaganda.
In sostanza, l’assessore vuole costringere il ministro a confrontarsi con la realtà concreta del territorio, smascherando slogan semplicistici e invitando a una discussione basata su numeri e fatti. Foggia, con le sue difficoltà e le sue sfide quotidiane, diventa così il simbolo di un’Italia che chiede risposte concrete, non spot politici

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