Foggia:Verde pubblico nel caos gara sospesa, proroghe milionarie e città abbandonata
La gara del verde pubblico del Comune di Foggia è stata sospesa dal TAR non perché sia stato annullato l’appalto, ma perché il Tribunale ha ritenuto che ci siano dubbi seri sulla legittimità del metodo usato per escludere alcune imprese, tra cui la cooperativa Società cooperativa agricoltura, turismo e servizi Montemaggiore.
Il punto decisivo è questo: la stazione appaltante avrebbe applicato un sistema automatico di esclusione delle “offerte anomale” in una gara sopra soglia europea (oltre 8 milioni di euro).
Secondo il TAR, questo meccanismo potrebbe essere incompatibile con le norme europee sugli appalti pubblici, perché nelle gare di grande valore l’esclusione automatica non può essere usata con la stessa libertà prevista per gli appalti sotto soglia.
In pratica il TAR ha detto:
la questione non è manifestamente infondata;
serve un approfondimento nel merito;
quindi gli effetti dell’esclusione vengono congelati fino all’udienza del 22 settembre 2026.
Questo significa che la procedura resta “sub iudice”, cioè sospesa in una parte essenziale.
Perché la sospensione crea un vantaggio concreto
Il vero nodo politico-amministrativo che emerge dalla tua domanda riguarda la proroga del servizio attuale.
Quando una gara viene bloccata o rallentata da un contenzioso:
il Comune spesso continua il servizio con proroghe tecniche;
chi già opera mantiene il controllo del servizio;
i nuovi aggiudicatari non entrano immediatamente in attività.
Ed è qui che nasce il tema del “vantaggio”.
Se il servizio del verde pubblico:
viene prorogato,
ma nel frattempo non viene svolto integralmente o efficacemente,
oppure viene svolto solo in parte,
allora il soggetto che beneficia economicamente della proroga può trovarsi in una posizione favorevole:
continua ad avere il contratto;
mantiene la presenza operativa;
conserva mezzi, personale e organizzazione sul territorio;
incassa risorse pubbliche o mantiene posizioni contrattuali;
ritarda l’ingresso dei nuovi affidatari.
Dal punto di vista amministrativo e contabile, però, questo diventa delicato se:
il servizio reso non corrisponde a quello previsto dal capitolato;
ci sono carenze documentabili;
il Comune continua a prorogare senza contestazioni efficaci;
oppure si crea una situazione di proroga “di fatto” troppo lunga.
Chi avrebbe oggi il vantaggio
Sulla base di quanto hai riportato, il vantaggio immediato non sembra essere delle imprese aggiudicatarie dei nuovi lotti (Ecogarden, Bitella, Tre Fiammelle, Centro Garden), perché la sospensione rallenta o rende instabile l’efficacia piena dell’affidamento.
Il vantaggio operativo tende invece ad andare:
a chi già gestisce il servizio in proroga;
oppure a chi mantiene ancora rapporti contrattuali attivi col Comune nelle more della definizione del contenzioso.
Per capire con precisione chi beneficia economicamente oggi servirebbe verificare:
quale azienda sta svolgendo attualmente il servizio;
con quale titolo giuridico (proroga tecnica, ordinanza, affidamento ponte, ecc.);
quali importi vengono liquidati;
se il Comune ha certificato inadempienze o disservizi.
Il punto più critico della vicenda
La questione più pesante non è soltanto la sospensione della gara, ma il rischio che:
una procedura da oltre 8 milioni venga completamente rimessa in discussione;
si debbano riesaminare le offerte;
oppure si debba rifare parte della gara.
Se il TAR nel merito dovesse stabilire che l’esclusione automatica era illegittima:
potrebbero cambiare le graduatorie;
potrebbero decadere alcune aggiudicazioni;
potrebbero nascere richieste risarcitorie;
e si allungherebbero ulteriormente i tempi del servizio definitivo.
Nel frattempo, il Comune rischia di restare intrappolato in una gestione emergenziale del verde pubblico basata su proroghe continue, che è proprio il terreno dove nascono polemiche politiche, contestazioni contabili e nuovi ricorsi.

