Basilicata-Potenza: Sfruttamento dei braccianti agricoli 12 arresti tra Italia e India per “moderna schiavitù”
Indagine della Dda di Potenza smantella rete criminale transnazionale.

All’alba di oggi 18 maggio, i carabinieri hanno arrestato 12 persone, tra italiani e indiani, ritenute responsabili a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla tratta di persone, intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo. L’operazione ha fatto emergere una realtà drammatica: numerosi braccianti agricoli erano ridotti “in condizione di moderna schiavitù”, costretti a lavorare in imprese agricole con turni estenuanti e paghe irrisorie.

Secondo quanto ricostruito dal procuratore della Dda di Potenza, Camillo Falvo, per ottenere il visto per lavorare in Italia le famiglie di decine di giovani indiani hanno versato tra gli 8.500 e i 13mila euro. Una volta arrivati nel nostro Paese, venivano privati della libertà personale e costretti a lavorare in allevamenti e raccolta ortaggi per più di 12 ore al giorno.
“La soggezione non era solo fisica, ma anche economica e psicologica – ha spiegato Falvo – Le vittime temevano di non poter onorare il debito contratto con l’organizzazione e venivano minacciate di perdere il permesso di soggiorno”.
Le condizioni abitative erano altrettanto drammatiche: i braccianti erano spesso alloggiati in strutture fatiscenti e prive di servizi essenziali, accentuando la loro dipendenza dall’organizzazione criminale.
Custodia cautelare e misure restrittive
Due degli arrestati si trovano ora in carcere, cinque agli arresti domiciliari e altri cinque sottoposti a obbligo o divieto di dimora. L’indagine, iniziata nel 2023, è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Potenza e condotta dai carabinieri dei Reparti Operativi del Comando provinciale di Potenza e del Comando per la Tutela del Lavoro di Roma, nelle province di Potenza, Matera, Salerno, Piacenza e Lecco.
Una rete criminale ben organizzata
Le operazioni hanno smantellato una rete transnazionale che sfruttava i Decreti Flussi per gestire decine di pratiche migratorie. I caporali coordinavano l’ingresso dei lavoratori con le esigenze stagionali dei datori di lavoro complici, che percepivano compensi illeciti stimati tra 3.500 e 4.000 euro per ogni pratica di assunzione stagionale.

L’indagine è nata da un’ispezione nel agosto 2023 in un’azienda agricola di Grumento Nova, nel Potentino, dove erano stati scoperti cittadini extracomunitari impiegati in gravi condizioni di sfruttamento. I militari avevano raccolto elementi che hanno permesso alla magistratura di evidenziare un fenomeno criminale radicato e strutturato a livello internazionale.
L’appello della magistratura
Il procuratore Falvo, nel corso della conferenza stampa, ha rivolto un appello alle vittime e agli imprenditori agricoli: “Chi subisce sfruttamento o è a conoscenza di pratiche illecite deve denunciare, per interrompere questa catena di abusi e garantire lavoro regolare e dignitoso”.
L’operazione evidenzia come il problema dello sfruttamento dei braccianti agricoli non sia solo locale, ma parte di una rete complessa e internazionale, che lega traffico di persone, illegalità e abusi sul lavoro.

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