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Puglia:Tragedia a Taranto Sacko Bakari ucciso, ma se ne parla solo ora


Taranto – È trascorsa quasi una settimana dalla tragica morte di Sacko Bakari, 35enne di origine malese, accoltellato sabato scorso in piena piazza Fontana, nella città vecchia di Taranto. Eppure la notizia, diffusa solo negli ultimi due giorni dai media locali e nazionali, ha lasciato cittadini e osservatori sgomenti.

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Perché un omicidio così grave è rimasto silenzioso per giorni?
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, la tragedia è avvenuta all’alba nella zona di Porta Napoli, nei pressi del porto mercantile, quando una lite degenerata ha portato Bakari a ricevere colpi mortali all’addome con un cacciavite.

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I soccorritori, giunti subito sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso.
Sacko Bakari, regolare sul territorio italiano e senza precedenti, era conosciuto come un lavoratore instancabile che ogni giorno si recava nei campi, contribuendo alla vita della comunità. La sua morte ha lasciato sgomenti amici, colleghi e familiari.
Ma il silenzio successivo al dramma è ciò che desta maggiore preoccupazione: per giorni né le istituzioni né le autorità locali hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche. Nessun sindaco, presidente di provincia o rappresentante politico ha commentato l’accaduto, e le prime informazioni dettagliate sono emerse solo recentemente attraverso fonti giornalistiche.
Le indagini, affidate alla Squadra Mobile sotto il coordinamento del pm Francesca Paola Ranieri, sono in corso. Gli inquirenti stanno ricostruendo la dinamica del delitto e cercando l’autore, anche tramite le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

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Il ritardo nella diffusione della notizia solleva interrogativi sul funzionamento delle comunicazioni tra forze dell’ordine, istituzioni e media: perché un episodio così grave, avvenuto in piena città, è rimasto quasi invisibile per giorni? La città si interroga, e con essa molti cittadini, su come la sicurezza, la trasparenza e la tutela dei lavoratori stranieri vengano gestite e raccontate.

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