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Puglia:Sanità Pugliese al collasso il rincaro IRPEF tardivo è il prezzo politico della vecchia gestione Emiliano-Piemontese


La Regione Puglia annuncia, dopo varie discussioni,abbastanza accesse e,dopo vari tentennamenti, l’aumento dell’addizionale IRPEF per coprire il disavanzo sanitario che doveva essere fatto nel 2025, ma il rincaro arriva con un anno di ritardo rispetto a quanto previsto. La misura, a colmare un buco di 349 milioni di euro, era già programmata durante la precedente amministrazione guidata dal presidente Michele Emiliano con l’assessore alla Sanità Raffaele Piemontese, ma fu rimandata. Dietro il rinvio, secondo molti osservatori, non c’erano calcoli tecnici: la scelta fu politica, finalizzata a evitare l’impatto elettorale negativo e favorire il Partito Democratico.
Oggi, sotto la gestione di Antonio Decaro, la Regione è costretta a intervenire con urgenza. Con una comunicazione ufficiale, Decaro ha dato mandato agli uffici competenti di aumentare l’IRPEF, scaricando il peso principale sui redditi più alti. “Oltre il 70% dei pugliesi non subirà alcun aumento o vedrà un incremento limitato a circa 4 euro al mese”, ha spiegato il presidente, cercando di limitare le polemiche.
Tagli ai costi interni non bastano
Decaro ha sottolineato di aver prima ridotto le spese interne della Regione, tagliando 107 milioni dai costi della politica e della macchina amministrativa. “Prima di agire sulla leva fiscale ho voluto chiedere sacrifici alla macchina regionale e alla politica”, ha dichiarato. Ma anche questi sacrifici si sono rivelati insufficienti: il disavanzo sanitario, frutto di anni di gestione poco attenta, rende inevitabile l’aumento dell’IRPEF.
Chi paga e quanto
Il sistema di contribuzione introdotto è progressivo: il 30% dei pugliesi, con redditi fino a 15mila euro, non subirà aumenti, mentre la fascia tra 15mila e 28mila euro (circa il 40% della popolazione) vedrà un incremento medio di 4 euro mensili. Per i redditi tra 28mila e 50mila euro l’aumento sarà di circa 19 euro al mese, mentre chi supera i 50mila euro dovrà affrontare un incremento di circa 66 euro mensili.
La responsabilità della vecchia gestione
Il rinvio del rincaro IRPEF è il segno più evidente delle scelte politiche della gestione Emiliano-Piemontese: preferire la strategia elettorale alla sostenibilità dei conti sanitari ha trasformato quello che poteva essere un intervento graduale in un aumento più pesante e concentrato. Emiliano e Piemontese hanno accumulato ritardi e inefficienze che oggi ricadono sui cittadini, costretti a pagare il prezzo di una sanità in deficit. Decaro, oggi commissario della sanità come previsto dalla legge, si trova così a gestire le conseguenze politiche ed economiche di un passato di ritardi e scelte opache.

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