Foggia tra spari e omicidi: Piantedosi “La lotta alla criminalità tra estorsioni e narcotraffico resta una sfida aperta”
Foggia continua a essere teatro di violenza e criminalità organizzata, tra spari in strada, omicidi e continui episodi di estorsione che mettono in crisi il tessuto sociale ed economico della città. A fronte di questa escalation, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato a Bari i vertici delle forze dell’ordine di Bari, Bat e Foggia, durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per fare il punto sulla situazione e delineare nuove strategie di contrasto.
Secondo Piantedosi, le mafie in Puglia “sono sempre più fluide e transnazionali”. Non si tratta più di organizzazioni confinate nel proprio territorio: gruppi criminali locali interagiscono tra loro e con reti provenienti da altre regioni, tra cui la ’ndrangheta, ampliando le attività illecite dal furto di auto al narcotraffico. Il ministro ha sottolineato come i veicoli rubati vengano spesso esportati all’estero, segnale di una criminalità ormai proiettata su scala internazionale.
La violenza giovanile, un tempo considerata un fenomeno marginale, appare oggi in preoccupante crescita. Le cronache locali raccontano di risse, rapine e atti intimidatori che coinvolgono ragazzi anche minorenni, spesso strumentalizzati dalle organizzazioni criminali per operazioni di spaccio e furti.
Tra le iniziative annunciate, il Viminale ha previsto nuovi fondi per rafforzare la videosorveglianza urbana, una misura che il ministro ha definito necessaria, ma che da sola difficilmente potrà arginare la complessità del fenomeno. Esperti di sicurezza sottolineano come la risposta alle mafie e alla violenza giovanile richieda un approccio integrato, che unisca repressione, prevenzione sociale e coordinamento tra istituzioni.
“Se ci fermassimo a un’idea di delimitazione territoriale delle mafie – ha aggiunto Piantedosi – commetteremmo errori enormi. Le mafie hanno un radicamento di origine, ma possiedono anche una propensione inevitabile a espandersi oltre i confini territoriali”.

In città, però, la percezione dei cittadini resta quella di un’emergenza quotidiana: spari tra le vie del centro, attentati a negozianti e commercianti vittime di racket, e una crescente sensazione di insicurezza che difficilmente sarà mitigata da telecamere e pattugliamenti isolati.

Foggia si trova dunque a un bivio: da un lato le istituzioni lavorano a rafforzare presidi di sicurezza e fondi per la prevenzione, dall’altro la criminalità organizzata continua a innovarsi e ad espandersi, con dinamiche transnazionali e reti fluide difficili da monitorare. La sfida per le forze dell’ordine e per la società civile resta aperta, e richiede azioni rapide ma anche strategie di lungo termine.

