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Foggia, Episcopo sempre più sola: la crisi di maggioranza ora minaccia il futuro della sindaca

La maggioranza che sostiene la sindaca Maria Aida Episcopo appare sempre più attraversata da tensioni, diffidenze e silenzi che rischiano di trasformarsi in una vera e propria resa dei conti politica. A innescare la nuova discussione interna è stata la convocazione della prima cittadina per affrontare la fase conclusiva della verifica di maggioranza, un passaggio che avrebbe dovuto servire a consolidare gli equilibri dell’amministrazione comunale e che invece ha finito per alimentare ulteriori malumori.
La comunicazione inviata nelle ultime ore alle forze politiche recava infatti come destinatari esclusivamente le segreterie cittadine e provinciali di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Partito Socialista Italiano. Un dettaglio che, tutt’altro che formale, ha immediatamente acceso gli animi all’interno della coalizione. L’esclusione degli altri alleati avrebbe generato imbarazzo persino tra alcuni dei diretti interessati, segno di una frattura ormai sempre meno nascosta.
A pesare è soprattutto il mancato coinvolgimento dell’area riconducibile agli uomini di Decaro e di Nobiletti. I decariani del gruppo misto e di Progetto Concittadino, che solo a marzo avevano stretto un patto federativo, non avevano preso parte alla precedente riunione. Questa volta, però, non sarebbero stati neppure interpellati. Un segnale politico chiaro, interpretato da molti come la conferma di un progressivo ridimensionamento del loro peso all’interno della maggioranza.
Il nodo vero resta quello della Giunta. Da tempo, infatti, gli esclusi avrebbero maturato la convinzione di non avere più spazio nell’esecutivo cittadino. Una sensazione che starebbe alimentando risentimento e distanze politiche sempre più difficili da ricucire. E il rischio per la sindaca Episcopo è ora quello di ritrovarsi in Consiglio comunale con una maggioranza solo apparente.
Sul piano numerico e politico, infatti, potrebbero trasformarsi in “battitori liberi” consiglieri come Antonello Di Paola, Antonio Pio Mancini e lo stesso Antonello Di Paola, pronti a votare di volta in volta secondo coscienza, senza più sentirsi vincolati agli equilibri della coalizione.
Uno scenario che fotografa una fase politica estremamente delicata per la sindaca. La verifica di maggioranza, nata per rafforzare il perimetro dell’amministrazione, rischia invece di certificare divisioni profonde e un crescente isolamento politico. E mentre il centrosinistra prova a ritrovare compattezza, nel Palazzo cresce la sensazione che la legislatura possa entrare in una fase di forte instabilità.

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