“Il killer alla guida del clan: preso ‘Gino di Brancia’, regista della fuga dopo il massacro di Apricena”
Secondo l’impianto accusatorio della Direzione distrettuale antimafia di Bari, Luigi Ferro avrebbe avuto un ruolo logistico e operativo all’interno del clan Lombardi-Scirpoli-La Torre, fungendo da autista del commando coinvolto nel duplice omicidio di Nicola Ferrelli e Antonio Petrella, avvenuto ad Apricena nel giugno 2017.
Le indagini, coordinate dalla DDA e condotte dal reparto SISCO e Squadra Mobile di Foggia , si sono basate sulle dichiarazioni convergenti di numerosi collaboratori di giustizia appartenenti ai clan garganici e foggiani, oltre che su analisi tecniche e immagini di videosorveglianza. Gli investigatori ritengono che l’agguato fosse finalizzato a rafforzare il controllo mafioso del territorio tra Apricena e San Marco in Lamis, nel contesto della guerra tra il gruppo Di Summa-Ferrelli e la consorteria Lombardi/La Torre/Ricucci.
Considerato un elemento strategico per le attività logistiche del clan e quindi un obiettivo sensibile per le fazioni rivali, Ferro sarebbe stato individuato grazie alla ricostruzione dei movimenti del commando, alle intercettazioni e ai riscontri investigativi emersi dalle testimonianze dei pentiti. Va ricordato che le accuse sono tuttora oggetto di procedimento giudiziario e dovranno essere verificate nelle sedi processuali competenti

