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Foggia:Crisi politica e nodo ATAF il servizio pubblico al centro dello scontro


La crisi politica che attraversa il Comune di Foggia sta producendo effetti concreti sull’azione amministrativa, rallentando decisioni strategiche e rinviando discussioni fondamentali per la città. Tra queste, una delle più urgenti riguarda l’affidamento in house del servizio di trasporto pubblico urbano alla ATAF, tema che da settimane resta sospeso tra tensioni politiche e interrogativi gestionali.
Un affidamento fermo tra dubbi e divisioni
L’affidamento diretto del servizio ad ATAF rappresenta una scelta cruciale, capace di incidere sulla qualità della mobilità urbana e sulla vita quotidiana dei cittadini. Tuttavia, il clima politico attuale impedisce un confronto sereno e una decisione tempestiva.
Il centrodestra ha espresso una posizione prudente: non una chiusura pregiudiziale, ma la richiesta di verifiche approfondite su conti, organizzazione e sostenibilità del modello gestionale. Dall’altra parte, esponenti del centrosinistra sottolineano la necessità di garantire la natura pubblica del servizio, evidenziando come, anche in una fase di difficoltà politica, sia indispensabile assicurare continuità amministrativa e responsabilità verso la comunità.
I nodi strutturali di ATAF
Al centro del dibattito emergono criticità ormai note. La gestione degli ultimi anni viene indicata da più parti come problematica: si parla di debiti accumulati, assenza di una guida stabile – manca un direttore generale – e scelte organizzative che non hanno prodotto risultati positivi.
Particolarmente significativo è il caso del servizio di sosta a pagamento, che in passato rappresentava una fonte di entrate importante per ATAF, al punto da contribuire al pagamento di un mutuo contratto con la Banca Nazionale del Lavoro per sanare debiti contributivi con l’INPS. Oggi, invece, il trasporto pubblico locale risulta in perdita, una situazione che appare anomala se confrontata con altre realtà simili.
Secondo alcune analisi, il problema non risiederebbe nei costi del personale viaggiante – autisti e operatori – ma in altre voci di spesa ritenute eccessive. Tra queste, compensi e incarichi che dovrebbero garantire controllo e verifica interna, ma che, nei fatti, sembrano spesso demandati a società esterne, con un aggravio di costi stimato in oltre 125 mila euro annui come comunicato dalla stessa azienda ad un consigliere comunale di opposizione, che,ho non ha letto o non voluto contro dedurre.
Il ruolo della politica e le responsabilità
Un altro elemento critico riguarda il rapporto tra amministrazione e azienda. Consiglieri comunali riferiscono di ricevere risposte alle richieste di chiarimento, ma senza che ciò si traduca in interventi concreti per ridurre sprechi o correggere inefficienze. Questo alimenta dubbi sulla reale capacità di controllo e indirizzo da parte della politica.
Nel frattempo, la crisi istituzionale rischia di bloccare ulteriormente ogni decisione, rinviando ancora una volta una scelta che appare inevitabile: definire il futuro del servizio e il ruolo di ATAF.
I lavoratori e il servizio ai cittadini
In questo scenario complesso, un punto resta condiviso: il riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente dai dipendenti ATAF. Nonostante le difficoltà organizzative e gestionali, il servizio continua a essere garantito grazie all’impegno degli operatori. Proprio per questo, si chiede chiarezza sul futuro dell’azienda, stabilità gestionale e condizioni adeguate per chi vi lavora.
La necessità di una svolta
La situazione attuale evidenzia l’urgenza di un confronto politico serio e responsabile. Le dinamiche di scontro non possono continuare a bloccare decisioni fondamentali per la città.
Serve un consiglio comunale capace di discutere e deliberare sull’affidamento del servizio, ma anche di individuare una figura manageriale autonoma, come un direttore generale, in grado di guidare ATAF con competenza e senza pressioni politiche e sindacali.
Il futuro del trasporto pubblico a Foggia non può restare ostaggio della crisi politica: è una questione che riguarda direttamente i cittadini e la qualità della vita urbana. La risposta, ora, è nelle mani della politica.

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