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Foggia, scena muta nell’interrogatorio di Antonio Fortebraccio: i colpi di pistola che hanno ucciso Stefania Rago esplosi in camera da letto


FOGGIA – Ha scelto di non rispondere alle domande del giudice Antonio Fortebraccio, la guardia giurata di 48 anni fermata con l’accusa di aver ucciso la moglie, Stefania Rago, di due anni più giovane. Il tribunale ha convalidato il fermo di indiziato di delitto nei confronti dell’uomo, ritenuto responsabile dell’omicidio avvenuto giovedì scorso nell’abitazione della coppia, in via Salvemini.
Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, la donna sarebbe stata raggiunta da quattro colpi di arma da fuoco mentre si trovava nella camera da letto. A sparare sarebbe stato il marito, utilizzando la propria pistola di ordinanza. Dopo il fatto, Fortebraccio si è presentato spontaneamente presso la stazione dei carabinieri, confessando l’accaduto.
I militari, giunti nell’appartamento, hanno trovato il corpo senza vita della vittima. L’arma, verosimilmente utilizzata per il delitto, era stata lasciata su un comodino nella stanza.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’uomo – incensurato – si è avvalso della facoltà di non rispondere. Restano ora da chiarire i motivi che avrebbero portato al gesto e il contesto in cui è maturato l’omicidio, su cui proseguono le indagini della magistratura.

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