Dossieraggio illegale, l’inchiesta si estende da Nord a Sud: riflettori dal Veneto alla Puglia
Dossieraggio illegale, l’inchiesta si estende da Nord a Sud.
Si allarga progressivamente su tutto il territorio nazionale, dal Nord al Centro fino al Sud, l’inchiesta della Procura di Roma sulla presunta rete di dossieraggio illegale denominata “Squadra Fiore”. Un’indagine complessa e ramificata che, nelle ultime settimane, ha visto intensificarsi le attività investigative con perquisizioni e acquisizioni di documenti in diverse città italiane, delineando un quadro sempre più articolato.
Tra le aree finite sotto la lente degli inquirenti figura anche il territorio del Veneto precisamente nel vicentino. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulla figura dell’imprenditore Enrico Fincati, già amministratore delegato della società bassanese Sind, operante nel settore delle tecnologie biometriche e del riconoscimento facciale. Il suo nome emerge nell’ambito degli approfondimenti investigativi legati a presunti rapporti con Giuseppe Del Deo, ex alto dirigente dell’intelligence italiana ed ex numero due del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.
Del Deo risulta attualmente indagato per peculato e accesso abusivo a sistemi informatici. Secondo l’ipotesi accusatoria, durante il suo incarico all’interno dell’Aisi, avrebbe fatto ricorso a una rete parallela di collaboratori per condurre attività non autorizzate, utilizzando archivi riservati per finalità estranee a quelle istituzionali. In questo contesto, gli investigatori stanno esaminando anche una serie di contratti per un valore complessivo stimato attorno ai cinque milioni di euro, che avrebbero coinvolto proprio la Sind.
Il 20 aprile i carabinieri del Ros hanno eseguito una serie di perquisizioni su scala nazionale,dal Nord al Centro al Sud, Puglia. L’operazione si inserisce in un’indagine più ampia che conta, al momento, undici persone indagate in diversi filoni. Le accuse ipotizzano l’esistenza di un sistema strutturato per la raccolta e la commercializzazione di informazioni riservate, ottenute attraverso accessi illeciti a banche dati dello Stato e attività di spionaggio clandestino.
Parallelamente, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’operatività della cosiddetta “Squadra Fiore”, descritta come un gruppo composto da ex appartenenti alle forze dell’ordine e ai servizi segreti. Secondo l’accusa, la rete sarebbe stata in grado di reperire dati sensibili su commissione, destinati a imprenditori e intermediari interessati. Tra le attività contestate figurerebbero anche interferenze con intercettazioni e l’utilizzo di strumenti per captare comunicazioni private.Con sistemi particolari che riescono ad entrare in cellulari e video camere e i nuovi televisori che hanno una video camera.
Il quadro che emerge è quello di una rete articolata e trasversale, ma molto professionale, in cui si intrecciano competenze provenienti dal mondo dell’intelligence e interessi economici legati all’imprenditoria. In alcuni casi non si sa se le operazioni erano del tutte illecite perché ci sono fascicolo aperti dalle procure e dai sistemi. Un sistema che, se confermato, avrebbe trasformato informazioni riservate in una vera e propria merce di scambio.Non si sa per interesse economico o per una scambio di cortesie.
L’inchiesta è ancora in corso e sarà fondamentale, nelle prossime fasi, chiarire responsabilità e ruoli dei soggetti coinvolti, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Nel frattempo, Giuseppe Del Deo ha annunciato l’autosospensione dalla carica di presidente esecutivo di Cerved Group, dichiarandosi fiducioso di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti.

