Manfredonia(FG): Celebrazioni del 25 Aprile, polemica in piazza contestata l’esecuzione di “Bella Ciao” durante la cerimonia ufficiale
Nel corso delle celebrazioni per il 25 Aprile, giornata simbolo della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, si è registrato un momento di tensione che ha acceso il dibattito sul significato e sulle modalità con cui commemorare una ricorrenza condivisa a livello nazionale.
Al centro dell’episodio, la decisione del generale in quiescenza dell’Aeronautica, Antonio Gentile, che ha invitato,giustamente, i rappresentanti delle associazioni militari presenti a lasciare la piazza durante l’esecuzione del brano “Bella Ciao”. Una scelta motivata, secondo quanto dichiarato dallo stesso Gentile, dal rispetto del cerimoniale istituzionale.
«Il 25 aprile celebriamo la Liberazione e dobbiamo rispettare regole e norme – ha spiegato –. L’Inno di Mameli e il Tricolore sono i capisaldi. “Bella Ciao” non rientra nel cerimoniale ufficiale».
La posizione del generale ha immediatamente suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, chi sostiene la necessità di mantenere un profilo istituzionale rigoroso durante le celebrazioni ufficiali, privilegiando simboli riconosciuti formalmente dallo Stato, come l’inno nazionale. Dall’altro, chi considera “Bella Ciao” un canto ormai entrato nella memoria collettiva della Resistenza e, quindi, legittimamente associato alla giornata.
Gentile ha voluto sottolineare un punto chiave della sua presa di posizione: il 25 Aprile, ha detto, «è la festa della Liberazione di tutti, non la festa di una sezione di partito». In quest’ottica, l’esecuzione di brani percepiti come politicamente connotati rischierebbe, secondo lui, di compromettere il carattere unitario della ricorrenza.
La questione solleva un interrogativo più ampio: come conciliare il rispetto delle regole formali con l’evoluzione del patrimonio simbolico condiviso? Se da un lato l’Inno di Mameli rappresenta l’unico canto ufficiale in cui tutti i cittadini possono riconoscersi senza ambiguità istituzionali, dall’altro “Bella Ciao” continua a essere, per molti, un simbolo universale di lotta per la libertà.
L’episodio riapre dunque una riflessione che ogni anno accompagna il 25 Aprile: quella sul delicato equilibrio tra memoria storica, identità nazionale e pluralità delle interpretazioni. Un equilibrio che, come dimostrato anche da quanto accaduto in piazza, resta tutt’altro che scontato.

