Foggia: Femminicidio del 23 aprile “La denuncia dell’avvocato dei figli della vittima”
Foggia, femminicidio del 23 aprile: la denuncia dell’avvocato dei figli della vittima
Si arricchisce di nuovi e delicati elementi la vicenda del femminicidio avvenuto la sera di giovedì 23 aprile a Foggia, un caso che ha profondamente scosso la comunità locale e acceso i riflettori su una tragedia familiare già segnata da dolore e tensioni.
A sollevare ulteriori preoccupazioni è un episodio denunciato pubblicamente e formalmente alle autorità dall’avvocato Michele Sodrio, legale dei figli della vittima insieme al collega Salvatore Ammirati. Secondo quanto riferito in una nota stampa, ci sarebbe stato un presunto tentativo da parte del difensore dell’indagato, Fortebraccio, di contattare direttamente i ragazzi.
“In questo devastante quadro familiare si è inserito un tentativo inqualificabile del difensore di Fortebraccio di contattare i figli per telefono e addirittura invitandoli ad andarlo a trovare urgentemente in carcere, anche per discutere con lui di documenti e altre cose”, ha dichiarato Sodrio.
Un’iniziativa che, se confermata, rischierebbe di aggravare ulteriormente la sofferenza dei familiari già colpiti dalla perdita della madre, Stefania. Il legale ha riferito di aver immediatamente diffidato il difensore dell’indagato da qualsiasi ulteriore contatto con i suoi assistiti, procedendo contestualmente a formalizzare una denuncia ai carabinieri, che stanno conducendo le indagini.
“Jessica e Michael mi hanno chiesto una sola cosa: vogliamo giustizia per nostra madre”, ha aggiunto Sodrio, sottolineando la determinazione sua e del collega Ammirati nel perseguire ogni strada legale affinché venga riconosciuta la gravità del delitto. “Faremo tutto il possibile perché si giunga alla giusta pena, per un assassinio efferato e, sono certo, pluriaggravato”.
Nel frattempo, la famiglia resta in attesa degli esiti dell’autopsia sul corpo di Stefania, passaggio fondamentale per chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti e consentire ai parenti di organizzare l’ultimo saluto in tempi ritenuti accettabili.
La vicenda resta al centro dell’attenzione investigativa e mediatica, mentre la comunità attende sviluppi giudiziari che possano fare piena luce su quanto accaduto.

