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Foggia-Modena:Colpo ai portavalori, smantellata organizzazione criminale 16 arresti tra Emilia-Romagna e Puglia


Un duro colpo alla criminalità organizzata è stato inferto dalla Polizia di Stato, che nella giornata del 9 aprile ha eseguito 16 misure cautelari in carcere nei confronti di soggetti ritenuti appartenenti a un’organizzazione dedita agli assalti ai portavalori. Il provvedimento è stato disposto su delega della Direzione distrettuale antimafia di Bologna, al termine di una complessa indagine che ha interessato più territori, tra cui Cerignola.
Le operazioni sono state condotte dalle squadre mobili di Bologna, Chieti, Foggia e Modena, con il supporto del Servizio centrale operativo. Gli interventi si sono svolti tra Cerignola e diversi istituti penitenziari, dove alcuni degli indagati si trovavano già detenuti per altri reati.
Il reato contestato: associazione per delinquere finalizzata a rapine aggravate
Al centro dell’inchiesta emerge un grave quadro accusatorio: gli indagati sono ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate, in particolare assalti a mezzi blindati adibiti al trasporto valori. Un’attività criminale altamente organizzata e pericolosa, caratterizzata da pianificazione meticolosa, uso di armi e mezzi logistici sofisticati, nonché dalla capacità di operare su più territori.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo stava preparando un ulteriore colpo lungo l’autostrada A1, un’azione che è stata sventata grazie a un’operazione preventiva delle forze dell’ordine. Il giudice per le indagini preliminari ha successivamente confermato e rinnovato le misure cautelari, trasmettendo gli atti alla Direzione distrettuale antimafia competente.
Individuati e arrestati due latitanti
Le indagini hanno inoltre consentito di individuare e catturare due soggetti inizialmente sfuggiti all’esecuzione delle misure. Entrambi sono stati rintracciati nel pomeriggio del 9 aprile a Cerignola, ponendo fine alla loro breve latitanza.
Tra questi, un uomo classe 1981, già noto alle forze dell’ordine per precedenti contro il patrimonio, è ritenuto dagli inquirenti il presunto organizzatore del gruppo. Secondo l’accusa, avrebbe avuto un ruolo chiave nella pianificazione degli assalti, occupandosi dei sopralluoghi e della definizione delle modalità operative.
L’operazione rappresenta un importante risultato nella lotta contro le organizzazioni criminali specializzate in rapine ai portavalori, fenomeno che negli ultimi anni ha destato particolare allarme sociale per la sua violenza e pericolosità.

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