Basilicata, da “isola felice” a territorio in allarme: peggiora la qualità dell’acqua
Basilicata, da “isola felice” a territorio in allarme: peggiora la qualità dell’acqua
Per anni la Basilicata è stata raccontata come un’isola felice nel panorama ambientale italiano: una terra poco industrializzata, con bacini idrici relativamente incontaminati e una qualità dell’acqua considerata tra le migliori del Sud. Oggi, però, questo quadro appare profondamente cambiato. I dati più recenti indicano un peggioramento significativo della qualità delle acque destinate al consumo umano, segnando una svolta preoccupante per il territorio.
A lanciare l’allarme è il monitoraggio 2025 dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Basilicata, i cui risultati sono stati approvati dalla giunta regionale guidata dal presidente Vito Bardi. Il report evidenzia come, complice la grave crisi idrica esplosa nell’autunno 2024, si sia fatto ricorso a fonti idriche alternative che presentano caratteristiche qualitative inferiori rispetto agli standard storici.
Crisi idrica e nuove fonti: una scelta obbligata
La scarsità d’acqua ha imposto decisioni emergenziali. Per la prima volta, il monitoraggio ha incluso le acque del fiume Basento, in particolare nel punto di presa della traversa di Trivigno, utilizzata per compensare l’esaurimento delle riserve tradizionali. Una scelta necessaria, ma non priva di conseguenze.
Sono stati analizzati anche l’invaso di San Giuliano, storicamente destinato a uso irriguo, e il Pantano di Pignola, a servizio di un’area industriale. Bacini che, per loro natura e utilizzo, non garantiscono la stessa qualità delle sorgenti montane o degli invasi tradizionalmente destinati all’acqua potabile.
Un peggioramento che preoccupa
Il quadro che emerge è chiaro: la qualità dell’acqua lucana è in calo. L’introduzione di nuove fonti, meno pure e più esposte a contaminazioni, ha inevitabilmente inciso sugli standard complessivi. Si tratta di un cambiamento strutturale, non di un episodio isolato.
La Basilicata, un tempo percepita come una “riserva” naturale di acqua pulita, si trova ora a fare i conti con vulnerabilità sempre più evidenti. I cambiamenti climatici, la riduzione delle precipitazioni e la pressione sulle risorse idriche stanno trasformando radicalmente il sistema.
Quali prospettive?
La situazione richiede interventi urgenti e strategici. Non basta gestire l’emergenza: occorre ripensare l’intero modello di gestione delle risorse idriche. Investimenti in infrastrutture, tutela dei bacini, riduzione delle perdite e diversificazione delle fonti sono ormai imprescindibili.
Il rischio, altrimenti, è che la Basilicata perda definitivamente uno dei suoi patrimoni più preziosi: l’acqua. E con essa, l’immagine di territorio incontaminato che per decenni l’ha contraddistinta.

