Orta Nova(FG):Convenzioni eoliche e atti “non letti” copiati,il caso che accende il dibattito politico sulla preparazione
Orta Nova, convenzioni eoliche e atti “non letti”: il caso che accende il dibattito politico
Nel delicato equilibrio tra tecnica e politica che caratterizza l’attività amministrativa, esiste un passaggio che non può essere aggirato né sottovalutato: quello della verifica consapevole degli atti prima della loro approvazione in Consiglio comunale. È qui che si misura la responsabilità di assessori, vicesindaco e sindaco. E quanto emerso nel Consiglio comunale del 27 marzo 2026 a Orta Nova solleva interrogativi che vanno ben oltre il merito delle singole delibere.
Durante la seduta, il consigliere Nicola Di Stasio, del gruppo “Rivoluzione Orta Nova”, ha puntato l’attenzione sulle convenzioni relative agli impianti eolici, evidenziando criticità che, col passare delle ore, assumono contorni sempre più preoccupanti.
Uno degli elementi più gravi riguarda un dettaglio che, avrebbe del clamoroso: nel testo delle convenzioni comparirebbe, in chiusura, la dicitura “firma l’ingegnere del Comune di Cerignola”. Un riferimento che nulla ha a che vedere con il Comune di Orta Nova e che suggerisce, in maniera evidente, un possibile utilizzo di un modello proveniente da un altro ente senza un’adeguata revisione.
Non si tratta solo di una svista formale. La presenza di un simile errore all’interno di un atto ufficiale indica con forza che il documento potrebbe non essere stato letto con la dovuta attenzione prima di essere portato all’esame del Consiglio comunale. Ed è proprio questo il punto politico più rilevante: non tanto l’eventuale “copia” in sé, pratica anche diffusa nella redazione amministrativa, quanto la superficialità nel controllo finale.
Un atto che arriva in aula con errori così evidenti chiama direttamente in causa la responsabilità della filiera politica che lo ha validato. È legittimo chiedersi se chi aveva il compito di verificarlo – dagli assessori fino al vertice dell’amministrazione,vice sindaco Di Carlo e il sindaco Di Vito – abbiamo svolto fino in fondo il proprio ruolo.
La questione, però, si fa ancora più delicata se si guarda a un altro passaggio evidenziato nel dibattito: la richiesta di delegare alla giunta eventuali modifiche future delle convenzioni, senza un ulteriore passaggio in Consiglio comunale. Una scelta che, se adottata, ridurrebbe significativamente il ruolo dell’assemblea consiliare, privandola della sua funzione di indirizzo e controllo su atti di grande rilevanza per il territorio.
In sostanza, si rischierebbe un doppio scivolamento: da un lato atti portati in aula senza un’adeguata verifica, dall’altro la volontà di concentrare ulteriormente il potere decisionale nella giunta, limitando il confronto democratico.
In un contesto politico già segnato da tensioni nel biennio 2025-2026, tra elezioni e accuse incrociate da parte delle minoranze, episodi come questo non possono essere liquidati come semplici disattenzioni. Al contrario, rappresentano un segnale che merita attenzione anche da parte degli organi competenti, chiamati a garantire correttezza e trasparenza nell’azione amministrativa.
La vicenda delle convenzioni eoliche, dunque, diventa emblematica: non solo per il contenuto degli atti, ma per il metodo con cui vengono gestiti. Perché la credibilità delle istituzioni passa anche – e soprattutto – dalla cura con cui vengono letti, verificati e presentati i documenti su cui si prendono decisioni che incidono sul futuro della comunità.

