Foggia:Penali gas e dati non coerenti il caso Amgas tra inadempienze contestate e responsabilità regolatorie
Il contenzioso avviato da Amgas S.p.A. apre uno scenario complesso e, per molti versi, inedito nel settore della distribuzione del gas. Il ricorso, depositato lo scorso 6 marzo dinanzi al TAR Lombardia, chiama in causa non solo la legittimità delle penali applicate, ma anche il sistema di responsabilità che regola la gestione e la rettifica dei dati di prelievo nel Sistema Informativo Integrato.
Le contestazioni: dati incoerenti e “sterilizzazione” dei prelievi
Al centro della vicenda vi sono le comunicazioni trasmesse tra il 15 gennaio e il 27 febbraio da CSEA (Cassa per i servizi energetici e ambientali), relative alla quantificazione delle penali per i dati che non hanno superato la verifica di coerenza nelle sessioni di bilanciamento e aggiustamento.
In tali casi, il gestore del Sistema Informativo Integrato ha proceduto alla cosiddetta “sterilizzazione” (PRet), attribuendo un valore convenzionale di prelievo ai punti di riconsegna interessati. Un meccanismo che, nelle intenzioni regolatorie, dovrebbe garantire equilibrio al sistema, ma che secondo Amgas avrebbe prodotto effetti distorsivi e sproporzionati.
L’ultimo aggiornamento dell’ammontare PRet è stato comunicato solo il 27 febbraio, con contestuale avviso di pagamento PagoPA e scadenza fissata al 10 marzo: un termine ritenuto dalla società manifestamente insufficiente per adempiere.
La cifra e il nodo della proporzionalità
La vicenda è resa ancora più rilevante dall’entità delle somme in gioco. In origine, la sanzione ammontava a 12,6 milioni di euro, derivanti da presunti errori – mai rettificati – nella trasmissione di numeri di serie dei contatori, dati anagrafici e letture nel triennio di riferimento.
Successivamente, grazie al limite introdotto da ARERA – che ha fissato un tetto massimo pari al 10% del fatturato – l’importo è stato ridotto a 570mila euro. Una cifra comunque significativa, che Amgas considera sproporzionata rispetto alle effettive responsabilità.
Le responsabilità in discussione
Il ricorso, articolato su dieci motivi, punta a ridefinire il perimetro delle responsabilità:
Responsabilità tecnica: Amgas sostiene di essere stata materialmente impossibilitata a rettificare i dati nei tempi richiesti, anche a causa di limiti strutturali dei sistemi informatici, superati solo con l’adozione di un nuovo software.
Responsabilità regolatoria: viene contestata la delibera ARERA 383/2025/R/GAS e la relativa circolare attuativa (n. 59/2025/GAS), ritenute eccessivamente onerose e non adeguate alle reali capacità operative degli operatori.
Responsabilità procedurale: la tempistica delle comunicazioni e dei pagamenti viene giudicata inadeguata, tale da comprimere il diritto di difesa e la possibilità di un corretto adempimento.
In subordine, la società chiede comunque una riduzione delle penali, evidenziando la necessità di criteri più equilibrati nella loro determinazione.
L’intervento del TAR: sospensione e primi segnali
Già il 7 marzo, il Presidente della Sezione Prima del TAR Lombardia è intervenuto in via d’urgenza, accogliendo la richiesta cautelare limitatamente alla sospensione del termine di pagamento. La decisione è stata motivata sia dall’elevato importo della sanzione sia dalla “manifesta inadeguatezza” dei tempi concessi.
Successivamente, nella camera di consiglio del 25 marzo, i giudici hanno confermato la sospensione dell’esecuzione dell’avviso di pagamento, congelando di fatto la multa fino alla decisione nel merito.
L’udienza è stata fissata per il prossimo 7 ottobre.
Un caso potenzialmente destinato a fare giurisprudenza
La controversia si distingue per il suo carattere innovativo: raramente, infatti, si è assistito a un contenzioso così articolato sul tema della qualità e gestione dei dati energetici.
L’esito del giudizio potrebbe incidere profondamente su:
l’equilibrio tra obblighi degli operatori e strumenti regolatori;
i limiti delle penali applicabili;
la definizione delle responsabilità in presenza di vincoli tecnici oggettivi.
Nel frattempo, per Amgas, la sospensione rappresenta una temporanea boccata d’ossigeno in una fase finanziaria delicata, segnata da impegni rilevanti come il rinnovo dei contatori e la gestione dell’indebitamento.
Il verdetto di ottobre chiarirà se le inadempienze contestate siano effettivamente imputabili alla società o se, invece, emergano criticità sistemiche nel modello regolatorio che richiedono un ripensamento complessivo.

