Maltempo in Basilicata: strade crollate, fiumi esondati e territori isolati. Le criticità di un’emergenza che si aggrava
L’ondata di maltempo intensa e persistente di questi giorni sta mettendo in ginocchio la Basilicata, dove l’allerta arancione resta alta e le condizioni meteorologiche non accennano a migliorare. Piogge torrenziali, fiumi esondati e smottamenti stanno provocando danni diffusi, evidenziando fragilità strutturali e criticità nella gestione del territorio.
Tra gli episodi più gravi si registra quello avvenuto a Rapolla, nel Vulture, dove il cedimento di un tratto di strada in una traversa tra via Lecce e via Melfi ha causato il crollo di detriti contro la parete di un appartamento. Solo per una fortunata coincidenza non si sono registrati feriti, ma cinque famiglie, per un totale di circa dodici persone, sono state evacuate. La carreggiata è stata chiusa e messa in sicurezza, mentre l’amministrazione comunale monitora costantemente la situazione e ha predisposto soluzioni temporanee per gli sfollati.
L’episodio di Rapolla non è però un caso isolato, bensì il simbolo di una vulnerabilità diffusa. I fiumi Basento, Sinni e Bradano hanno rotto gli argini, causando allagamenti e danni in diverse aree della regione, dal Potentino al Metapontino fino alla collina materana. Le infrastrutture viarie risultano particolarmente colpite: crepe sul manto stradale, cedimenti e tratti impraticabili stanno compromettendo la mobilità e isolando intere località.
A San Chirico Raparo, in località Noceto, si è aperta una crepa sulla SP7, mentre criticità analoghe sono state segnalate anche nei pressi di Potenza, tra Bosco Piccolo e Bosco Grande. Smottamenti e frane interessano inoltre numerose strade provinciali, come nel territorio di Colobraro, aggravando ulteriormente una situazione già complessa.
Sul fronte economico, il comparto agricolo del Metapontino sta pagando un prezzo altissimo. I terreni allagati e le colture danneggiate mettono a rischio produzioni e reddito degli agricoltori, evidenziando ancora una volta la mancanza di sistemi efficaci di prevenzione e protezione del suolo.
Le criticità emerse sono molteplici e strutturali. In primo luogo, la fragilità idrogeologica del territorio lucano, da anni segnalata ma spesso affrontata con interventi insufficienti o tardivi. A ciò si aggiunge la vulnerabilità delle infrastrutture, che in molti casi non reggono l’impatto di eventi meteorologici sempre più estremi e frequenti. La gestione delle emergenze, pur tempestiva in alcuni casi, si scontra con la difficoltà di garantire sicurezza diffusa e continuità nei collegamenti.
Il maltempo in Basilicata non è solo un’emergenza contingente, ma il segnale evidente di un problema più ampio: la necessità urgente di investimenti strutturali nella manutenzione del territorio, nella messa in sicurezza delle infrastrutture e in una pianificazione più attenta ai cambiamenti climatici.
Senza interventi concreti e duraturi, episodi come quello di Rapolla rischiano di diventare sempre più frequenti, trasformando eventi naturali in crisi sistemiche con conseguenze sempre più gravi per comunità e territori.

