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Foggia:Processo ‘Grande Carro’ la prescrizione chiude un’inchiesta storica sui fondi agricoli in Puglia

Processo ‘Grande Carro’: la prescrizione chiude un’inchiesta storica sui fondi agricoli in Puglia
FOGGIA – Si è chiuso senza colpevoli uno dei procedimenti più attesi sulla gestione dei fondi agricoli in Puglia. Il Tribunale di Foggia, con una sentenza depositata a marzo 2026, ha dichiarato di non doversi procedere nei confronti degli imputati perché i termini massimi di prescrizione dei reati erano già spirati tra il 2025 e l’inizio del 2026.
La decisione riguarda un gruppo eterogeneo di indagati, tra cui i foggiani Alberico e Luca Andreano (1982 e 1986), Addolorata Diomede (1965), Matteo Donato Forte (1986) e Angelo Sacchi (1972), ma anche persone provenienti da altre province come Giuseppe Arpaia di Pompei (1977), Manlio Livio Cassandro di Barletta (1959) e Cosimo Specchia di Ostuni (1954). Per uno degli imputati il reato è stato dichiarato estinto a causa del decesso.
Il procedimento, noto come ‘Grande Carro’, aveva attirato grande attenzione pubblica per le indagini sulla gestione dei finanziamenti agricoli in Puglia. Tuttavia, il percorso giudiziario è stato lungo e complesso, caratterizzato da numerosi rinvii e cambi nella composizione del collegio giudicante, fino a sfociare in una conclusione senza accertamento sostanziale di responsabilità.
A costituirsi parte civile erano stati Regione Puglia, Ministero dell’Interno, Agea, Comune di Foggia e l’Associazione antimafia ‘Giovanni Panunzio – Eguaglianza, Legalità e Diritti’, tutti attori che speravano in un giudizio capace di chiarire eventuali illeciti nella gestione dei fondi pubblici. La sentenza, però, ha reso vane queste aspettative, limitandosi a chiudere il procedimento per prescrizione.
Le motivazioni complete della sentenza saranno depositate entro 60 giorni, ma la decisione ha già sollevato forti critiche tra chi sostiene che la lentezza e le complessità procedurali della giustizia italiana continuino a privare la società di un effettivo accertamento della verità, soprattutto in casi di grande rilevanza pubblica.
Il caso del processo ‘Grande Carro’ lascia dunque un vuoto giuridico e simbolico: un’inchiesta di portata storica chiusa non con condanne, ma con il nulla di fatto, confermando le difficoltà di garantire tempi certi e responsabilità accertate in procedimenti complessi e di lunga durata.

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