Foggia-Rieti:Bancomat fatti saltare in tutta Italia la banda di Cerignola colpisce ancora, arrestati a Rieti
La criminalità organizzata pugliese continua a espandere il proprio raggio d’azione ben oltre i confini regionali, confermando un fenomeno ormai noto agli investigatori: il cosiddetto “pendolarismo del crimine”. Ancora una volta, al centro delle indagini ci sono gruppi originari del Foggiano, in particolare dell’area di Cerignola, considerata una vera e propria fucina di specialisti negli assalti ai bancomat.
L’ultimo episodio arriva dalla provincia di Rieti, dove i carabinieri hanno arrestato in flagranza quattro uomini, tutti originari della provincia di Foggia, sorpresi dopo un assalto a uno sportello bancomat nel piccolo comune di Varco Sabino. Il colpo, messo a segno con tecniche ormai consolidate, ha fruttato circa 2.100 euro, una somma relativamente modesta ma sufficiente – secondo gli investigatori – a garantire liquidità immediata alle organizzazioni.
Determinante è stato l’intervento tempestivo dei militari, che hanno intercettato i quattro durante la fuga, bloccandoli dopo un inseguimento in autostrada. Gli arrestati, di età compresa tra i 29 e i 49 anni, sarebbero legati a sodalizi criminali ben strutturati, capaci di pianificare i colpi nei minimi dettagli, con sopralluoghi preventivi e l’uso di mappe e percorsi studiati per assicurare una rapida fuga.
Il modus operandi è sempre lo stesso: l’utilizzo della cosiddetta “marmotta”, un ordigno artigianale inserito negli sportelli automatici e riempito di esplosivo, in grado di far saltare le casse continue in pochi secondi. Una tecnica che richiede esperienza, rapidità e una buona organizzazione logistica.
Negli ultimi cinque mesi, da Nord a Sud Italia, sono stati ben 54 gli arresti di soggetti provenienti dal Foggiano coinvolti in assalti simili. Da Cremona ad Avellino, passando per Campobasso, Taranto e Torino, emerge un quadro chiaro: gruppi itineranti che si muovono lungo tutta la penisola per colpire obiettivi ritenuti vulnerabili.
Cerignola, in questo contesto, continua a essere indicata come una sorta di “scuola del crimine”, dove convivono giovani alle prime armi e criminali esperti, capaci di tramandare tecniche e strategie. Accanto ai colpi ai bancomat, infatti, resta alta anche l’attenzione sugli assalti ai portavalori, operazioni più complesse e redditizie, che vedono ancora una volta protagonisti elementi provenienti dalla stessa area geografica.
Le indagini proseguono per ricostruire eventuali collegamenti tra i diversi episodi e individuare le basi logistiche utilizzate dai gruppi durante le trasferte. Nel frattempo, le forze dell’ordine intensificano i controlli lungo le principali arterie stradali, consapevoli che la mobilità rappresenta uno degli elementi chiave di queste organizzazioni.

