Foggia:Automobile Club di Foggia, il caso esplode“Nessun personale qualificato”… ma gli uffici erano pieni di laureati
La vicenda dell’Automobile Club di Foggia, così come emerge dalle relazioni e dagli atti di commissariamento, presenta una serie di elementi che sollevano interrogativi rilevanti sulla gestione amministrativa e sulle scelte organizzative adottate nel tempo.
Una contraddizione evidente
Uno dei punti più discussi riguarda quanto riportato nella relazione del Generale del Sette, nella quale si afferma che l’ente non disponeva, nel tempo, di personale qualificato idoneo a predisporre un adeguato piano di rientro dal debito. Una dichiarazione che appare, alla luce dei fatti documentati, quantomeno discutibile.
Infatti, risulta che all’interno dell’Automobile Club di Foggia fossero già presenti due dipendenti con qualifica C1 e titolo di laurea, figure che, per definizione contrattuale e livello professionale, dovrebbero possedere competenze tecniche e amministrative adeguate. A queste si aggiunge l’assunzione, tramite concorso, di una terza figura anch’essa inquadrata come C1 laureato.
Di fatto, dunque, l’organico contava tre funzionari laureati, oltre a un direttore anch’egli laureato. Un assetto che, almeno sulla carta, non sembra compatibile con l’idea di una carenza strutturale di competenze.
Il nodo del concorso
Particolarmente significativo è il momento in cui viene bandito il concorso per l’assunzione di un ulteriore C1 laureato. Tale decisione avviene quando l’ente risultava già in una situazione debitoria rilevante.
Questo passaggio apre a una domanda cruciale: se già erano presenti due figure qualificate, quale necessità concreta giustificava l’inserimento di una terza unità con le medesime caratteristiche?
Le possibili interpretazioni sono diverse:
una reale esigenza organizzativa non adeguatamente esplicitata,
una valutazione errata delle risorse interne,
oppure scelte gestionali non pienamente coerenti con lo stato finanziario dell’ente.
La gestione e le “stranezze”
Il quadro complessivo lascia emergere quelle che possono essere definite anomalie o “stranezze” nella gestione. Da un lato si evidenzia una presunta mancanza di personale qualificato; dall’altro, si procede con assunzioni che sembrano smentire tale affermazione.
Questa discrepanza solleva dubbi su:
la corretta valutazione delle competenze interne,
l’effettivo utilizzo delle professionalità disponibili,
la coerenza tra diagnosi dei problemi e soluzioni adottate.
Il caso Pasquale Elia
Nel contesto più ampio delle relazioni e delle dinamiche gestionali, viene richiamata anche la figura di Pasquale Lea di Lecce, elemento che potrebbe contribuire a chiarire ulteriormente il quadro delle responsabilità e delle scelte operative, soprattutto se collegato a ruoli, consulenze o decisioni strategiche.
Conclusioni
La vicenda dell’Automobile Club di Foggia mette in luce una contraddizione sostanziale tra quanto dichiarato nelle relazioni ufficiali e la reale composizione dell’organico.
Se da un lato si parla di assenza di personale qualificato, dall’altro i dati indicano la presenza di più figure laureate in ruoli funzionali chiave. Questo scarto tra narrazione e realtà rappresenta il punto centrale della questione e merita un approfondimento rigoroso, sia sul piano amministrativo che su quello politico-istituzionale.
Comprendere se si tratti di una valutazione errata, di una giustificazione ex post o di una gestione inefficiente è essenziale per fare chiarezza su una situazione che, ancora oggi, presenta molte zone d’ombra.

