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Terrore e mafia nel calcio: bombe, fucili e minacce per piegare il Calcio Foggia 1920

Il verdetto emesso dal gup di Bari, Giuseppe Battista, fa luce su una vicenda inquietante che ha scosso profondamente l’ambiente calcistico foggiano, portando alla condanna di tre persone coinvolte in una serie di atti intimidatori ai danni di dirigenti, giocatori e membri dello staff del Calcio Foggia 1920.
Le pene inflitte sono severe e variano dai cinque anni e sei mesi ai sette anni e due mesi di reclusione. La condanna più pesante è stata comminata a Marco Lombardi, ritenuto vicino alla batteria Sinesi-Francavilla della criminalità foggiana e indicato dalla Direzione distrettuale antimafia come il presunto mandante delle intimidazioni. Per lui è stata disposta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Condanne anche per Fabio Delli Carri (cinque anni e dieci mesi) e Massimiliano Russo (cinque anni e sei mesi), entrambi colpiti da interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Gli imputati rispondevano, a vario titolo, di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e di diversi episodi di danneggiamento, reati che delineano un quadro di pressione sistematica e organizzata.
Particolarmente gravi gli episodi contestati, che restituiscono la dimensione della violenza e della strategia intimidatoria. Tra questi, l’ordigno piazzato sotto l’auto di Emanuele Canonico a Modugno, i colpi di fucile esplosi contro l’auto dell’ex capitano Davide Di Pasquale, l’incendio dell’auto di un capo ultras e il tentato incendio delle vetture di due dirigenti. Una escalation di atti intimidatori che si è sviluppata tra il 2023 e il 2024, generando un clima di paura e instabilità.
Tutti gli imputati sono stati inoltre condannati al risarcimento delle parti civili, tra cui l’ex presidente del club, Nicola Canonico, e lo stesso Emanuele Canonico. Secondo l’accusa, l’obiettivo di questa campagna intimidatoria era quello di esercitare pressione sulla proprietà per costringerla a cedere la società e ottenere un ruolo nella futura gestione.
Le conseguenze non si sono limitate al piano giudiziario. A seguito delle intimidazioni, il club è stato posto in amministrazione giudiziaria dal maggio scorso, segno della gravità della situazione e della necessità di tutelare la continuità societaria.
Nel frattempo, il Tribunale di Bari ha autorizzato il preliminare di vendita della società a un gruppo di imprenditori composto da Antonio De Vitto, Giuseppe De Vitto e Gennaro Casillo. Tuttavia, sul piano sportivo, il Calcio Foggia 1920 vive una fase estremamente delicata, occupando l’ultima posizione nel girone C di Serie C dopo una lunga serie di sconfitte.
Questa vicenda rappresenta un caso emblematico di come la criminalità organizzata tenti di infiltrarsi nel mondo del calcio, utilizzando la violenza e l’intimidazione come strumenti di pressione, con conseguenze pesanti non solo per i diretti interessati, ma per l’intero tessuto sportivo e sociale.

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