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Foggia:Inchiesta sui lavori stradali a Mattinata, il difensore impugna il sequestro “Atto irregolare e lavori eseguiti correttamente”


Il difensore Michele Sodrio ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro il sequestro dei documenti contabili dell’Impresa Edile e Stradale Mediterranea, riconducibile a Grittani, acquisiti il 12 marzo scorso dalla Guardia di Finanza presso lo studio del commercialista che custodisce le scritture contabili della società.
Nel ricorso, l’avvocato contesta la legittimità dell’atto investigativo, sostenendo che l’acquisizione dei documenti sarebbe avvenuta con modalità irregolari.
Le contestazioni della difesa
Secondo quanto evidenziato nel ricorso, l’acquisizione delle scritture contabili sarebbe stata eseguita come un semplice ordine di esibizione, nonostante Grittani risultasse già formalmente indagato nell’ambito dell’inchiesta.
La difesa sottolinea che, in queste condizioni, la polizia giudiziaria avrebbe dovuto informare l’indagato della facoltà di farsi assistere da un difensore durante l’atto investigativo, come previsto dal codice di procedura penale.
L’assenza di tale avviso costituirebbe, secondo l’avvocato Sodrio, una violazione delle garanzie difensive tale da determinare la nullità del sequestro dei documenti contabili.
Il merito dell’indagine sui lavori stradali
Nel ricorso vengono inoltre contestate nel merito alcune delle ipotesi investigative relative ai lavori di ammodernamento della strada comunale Monte Barone, nel territorio di Mattinata.
Gli investigatori ipotizzano possibili irregolarità nell’esecuzione dell’appalto, tra cui la presunta omessa fresatura dell’asfalto preesistente, elemento ritenuto indicativo di una esecuzione non conforme dei lavori.
Le prove depositate dalla difesa
La difesa respinge queste ricostruzioni e sostiene che gli interventi sarebbero stati eseguiti regolarmente.
A sostegno della propria tesi, l’avvocato Sodrio ha depositato al Tribunale una serie di documenti che, secondo la difesa, dimostrerebbero la corretta esecuzione delle opere.
Tra il materiale prodotto figurano:
17 fotografie che documenterebbero le diverse fasi della fresatura e della rimozione del vecchio manto stradale;
una fattura da 7.180 euro relativa allo smaltimento del materiale derivante proprio dalla fresatura dell’asfalto.
Secondo il ricorso, tali elementi dimostrerebbero che le operazioni contestate dagli investigatori sarebbero state effettivamente eseguite e che, pertanto, le ipotesi accusatorie sarebbero prive di fondamento.
Sarà ora il Tribunale del Riesame a valutare le doglianze della difesa e a decidere sulla validità del sequestro e sulla utilizzabilità della documentazione acquisita nell’ambito dell’indagine.

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