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Lesina(FG): Voto sospeso il Consiglio di Stato blocca le elezioni in quattro sezioni

Lesina, voto sospeso: il Consiglio di Stato blocca le elezioni in quattro sezioni
Saltano le votazioni già fissate per il 15 e 16 marzo in quattro sezioni elettorali del Comune di Lesina. Con un’ordinanza pubblicata oggi, dopo la Camera di consiglio del 26 febbraio, il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di sospensione dell’efficacia della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, che lo scorso 21 gennaio aveva disposto la ripetizione delle operazioni di voto.
La decisione congela di fatto il ritorno alle urne e prolunga la fase di incertezza amministrativa: a Lesina resta in carica il commissario prefettizio, la cui permanenza è stata espressamente prevista dai magistrati “nelle more della definizione del giudizio”. L’udienza pubblica per la trattazione del merito è già fissata al 7 maggio.
Il nodo delle schede e del voto assistito
Al centro del contenzioso ci sono le Comunali del 25 e 26 maggio 2025 e, in particolare, le operazioni svolte nelle sezioni 1, 2, 3 e 4. Il Consiglio di Stato ha ordinato la verifica delle schede di quattro sezioni, oggetto sia dell’appello incidentale presentato dalla lista “Lesina Futura” sia della domanda principale nel ricorso di primo grado. Disposta anche la ricerca, in altri plichi, dei certificati medici relativi al voto assistito nella sezione numero 4.
Un passaggio che evidenzia uno dei punti più delicati dell’intera vicenda: la presunta ammissione illegittima al voto assistito di 13 elettori. La questione riguarda la validità delle attestazioni mediche rilasciate dall’Asl e le annotazioni sui verbali, anche nei casi in cui non sia stato dettagliato l’impedimento fisico o allegato il certificato.
La richiesta dell’ex sindaco
A promuovere l’appello è stato l’ex sindaco Primiano Di Mauro, rappresentato dagli avvocati Donato Cicenia e Aristide Police. Di Mauro ha chiesto l’annullamento, previa sospensione, della pronuncia del Tar Puglia che aveva imposto la ripetizione del voto nelle quattro sezioni, sostenendo la piena legittimità dei risultati elettorali.
Secondo la tesi difensiva, la ripetizione delle operazioni prima della decisione nel merito avrebbe comportato un danno grave e irreparabile, anche in termini di spreco di risorse pubbliche. Nel ricorso viene inoltre sottolineato come non siano state presentate denunce formali in merito alle presunte irregolarità.
Otto schede che possono cambiare tutto
Sul fronte opposto, Alessandra Matarante, candidata sindaca della lista “Lesina Futura”, insieme a Maria Nunzia Cicculli e Patrizia Leggieri, difese dagli avvocati Enrico e Ilde Follieri, hanno presentato un appello incidentale. L’obiettivo è l’attribuzione di otto schede annullate che – secondo la loro prospettazione – potrebbero sancire l’elezione della candidata oppure, in alternativa, portare all’indizione del ballottaggio qualora fossero riconosciute valide almeno due schede.
Per questo hanno chiesto l’acquisizione e la verifica delle schede nulle e contestate nelle sezioni 3, 4, 5 e 6, ampliando così il perimetro delle verifiche rispetto a quanto deciso in primo grado.
Un Comune sospeso
Il risultato è un Comune sospeso tra carte bollate e verifiche tecniche. La decisione del Consiglio di Stato non chiude la partita ma la rinvia, cristallizzando la situazione amministrativa fino al pronunciamento definitivo.
Nel frattempo, la mancata celebrazione delle votazioni del 15 e 16 marzo alimenta tensioni politiche e interrogativi sulla regolarità delle procedure elettorali. La vicenda di Lesina diventa così emblematica di un problema più ampio: quando il contenzioso si sovrappone alla volontà popolare, il rischio è quello di lasciare un’intera comunità in una prolungata fase di incertezza istituzionale, con costi politici ed economici che ricadono sui cittadini

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