Foggia:Crisi nera al Comune due Consigli saltati, maggioranza inesistente
A Foggia la crisi politica si manifesta ormai nei numeri, o meglio, nella loro assenza. Per la seconda volta consecutiva il Consiglio comunale è andato deserto per mancanza del numero legale, certificando una difficoltà politica che non può più essere archiviata come episodio isolato.
Determinante è stata l’assenza in Aula dei gruppi consiliari del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e dei Socialisti, forze che sostengono l’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo. Un’assenza che pesa come un macigno sugli equilibri di maggioranza e che ha immediatamente innescato la reazione delle opposizioni di centrodestra, le quali parlano apertamente di crisi conclamata.
«Non siamo di fronte a un episodio casuale – dichiarano i consiglieri di centrodestra – ma alla certificazione di una maggioranza che non esiste più nei numeri e nella sostanza». Secondo le forze di opposizione, la città sarebbe ostaggio di una paralisi politica che impedisce di affrontare e risolvere i nodi strategici per il futuro del territorio.
Nel mirino finiscono il mancato rimpasto di Giunta e lo stallo su provvedimenti considerati fondamentali. Tra questi, l’approvazione dei debiti fuori bilancio e il PUG, strumenti decisivi per la programmazione finanziaria e urbanistica. «Non si riescono ad approvare atti cruciali – attaccano i consiglieri – ed è il segno evidente di un’amministrazione bloccata e incapace di dare risposte concrete ai cittadini».
Ancora più duro il passaggio sulla posizione della prima cittadina: «Continuare a negare l’evidenza significa prendere in giro i foggiani. Due sedute consecutive saltate non sono un incidente di percorso, ma un fatto politico grave. La maggioranza non garantisce nemmeno la presenza in Aula».
Secondo il centrodestra, la situazione avrebbe ormai superato il livello di guardia. «Siamo davanti a un’amministrazione arrivata al capolinea. La città è ferma mentre i problemi reali restano senza risposte, nonostante il Consiglio abbia votato anche all’unanimità atti importanti per la cittadinanza e per il sistema produttivo».
Da qui la richiesta formale di un passo indietro: «Chiediamo alla sindaca di dimettersi e alla sua maggioranza di prendere atto, con responsabilità e onestà politica, del fallimento di questa esperienza amministrativa. L’unica strada è restituire la parola agli elettori».
La partita politica si sposta ora sulle scelte che l’amministrazione vorrà compiere nei prossimi giorni. Intanto, in città cresce un clima di incertezza istituzionale che rischia di tradursi in immobilismo amministrativo. E quando un Consiglio comunale non riesce nemmeno a raggiungere il numero legale per riunirsi, la crisi smette di essere un’ipotesi e diventa un dato politico evidente.

