AttualitàCronacaEsteri

Esteri:Medio Oriente, attacco all’Iran all’alba dello Shabbat Israele e Stati Uniti colpiscono più città


L’attacco è cominciato intorno alle 7 del mattino, ora locale, nel giorno della festività ebraica dello Shabbat. Israele e Stati Uniti hanno colpito simultaneamente diverse città in Iran, dove nelle prime ore si sono segnalate forti esplosioni e dense colonne di fumo visibili a chilometri di distanza.
A confermare l’operazione è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che ha parlato di “attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere minacce esistenziali alla sicurezza dello Stato di Israele”. Contestualmente, il governo ha dichiarato “lo stato di emergenza immediato in tutto il Paese”, mentre in numerose città israeliane risuonavano le sirene d’allarme per il timore di una ritorsione.
Missili su Teheran
A Teheran, il quartiere Pasteur — dove risiede e lavora la Guida suprema Ali Khamenei — sarebbe stato colpito da almeno sette missili. Secondo fonti governative iraniane, il leader religioso e politico non sarebbe rimasto ferito ed è stato trasferito in un luogo ritenuto sicuro.
In Israele, le sirene hanno iniziato a suonare intorno alle 8 del mattino, mentre le forze armate restano in stato di massima allerta. L’eventualità di un contrattacco iraniano, diretto o attraverso milizie alleate nella regione, viene considerata altamente probabile dagli analisti militari.
“Operazione Leone ruggente”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’offensiva è stata denominata “Leone ruggente”, in continuità simbolica con l’operazione dello scorso giugno chiamata “Leone rampante”. “Stiamo aiutando il popolo iraniano a ottenere la libertà contro una minaccia esistenziale”, ha affermato Netanyahu, ribadendo che l’obiettivo è neutralizzare le capacità militari strategiche di Teheran.
Dagli Stati Uniti, il presidente Donald Trump — che si trovava nel resort di Mar-a-Lago al momento dell’annuncio — ha confermato il coinvolgimento americano nell’operazione. In un breve intervento notturno, ha dichiarato che l’obiettivo è “distruggere missili e industria missilistica iraniana”, avvertendo che non si possono escludere vittime statunitensi. Trump ha inoltre rivolto un appello diretto al popolo iraniano, invitandolo a “ribellarsi contro il regime”.
Scenario incerto
L’attacco apre ora uno scenario ad altissimo rischio per l’intero Medio Oriente. La comunità internazionale osserva con preoccupazione l’evolversi della situazione, mentre cresce il timore di un conflitto su larga scala che potrebbe coinvolgere altri attori regionali e avere ripercussioni globali, dall’energia alla sicurezza internazionale.
Nelle prossime ore sarà decisiva la risposta di Teheran, mentre le diplomazie occidentali e regionali si muovono freneticamente nel tentativo di evitare un’escalation irreversibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *