Foggia:Capitanata nel mirino assalto armato alla GLS di Foggia, “la criminalità non ha più freni”
Assalto armato alla GLS di Foggia la Capitanata sotto scacco della criminalità
Oramai in Capitanata succede di tutto. Tra assalti ai bancomat, rapine a mano armata e furti d’auto a raffica, il territorio sembra da tempo ostaggio della criminalità organizzata. L’ennesimo episodio, avvenuto nel pomeriggio di ieri – mercoledì 25 febbraio – rappresenta un ulteriore segnale d’allarme per la provincia di Foggia.
Un commando composto da sette malviventi, tutti a volto coperto e due dei quali armati di fucile e kalashnikov, ha fatto irruzione negli uffici amministrativi della sede foggiana della GLS, azienda che opera nel settore delle spedizioni di merci e documenti. La struttura si trova lungo la Statale 673, arteria strategica per i collegamenti dell’area.
L’obiettivo del gruppo era chiaro: impossessarsi della cassaforte. L’azione è stata fulminea, studiata nei dettagli. I rapinatori hanno messo a soqquadro gli uffici, cercando di forzare le difese interne e di intimorire i dipendenti presenti. Ne è nata anche una breve colluttazione con tre lavoratori; uno di loro avrebbe riportato lievi contusioni.
Il colpo, però, non è andato a segno. Forse per l’imprevista resistenza o per il timore di un rapido intervento delle forze dell’ordine, i malviventi sono stati costretti a battere in ritirata. Prima di fuggire, avrebbero esploso un colpo in aria, probabilmente a scopo intimidatorio o per scaricare l’arma.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno immediatamente raccolto le testimonianze dei presenti e avviato le indagini. Al vaglio degli investigatori ci sono i filmati delle telecamere di videosorveglianza dell’azienda, che potrebbero fornire elementi utili per identificare i membri del commando, dileguatosi a bordo di un’auto di grossa cilindrata al momento non rintracciata.
“Pochi minuti che sono sembrati un’eternità”, è stato il commento di chi ha vissuto quei momenti di terrore. Un’azione così rapida e coordinata lascia pensare a un piano studiato nei minimi dettagli. Non si esclude che i rapinatori potessero contare su informazioni precise riguardo alla disposizione degli uffici e agli orari di attività.
L’episodio riaccende i riflettori su una situazione ormai insostenibile. La Capitanata continua a fare i conti con una criminalità sempre più audace e organizzata, capace di colpire in pieno giorno e con armi da guerra. La domanda che serpeggia tra cittadini e imprenditori è sempre la stessa: cosa potrà accadere di più? Servono risposte concrete, maggiore presenza dello Stato e un’azione coordinata per restituire sicurezza a un territorio che chiede di non essere lasciato solo.

