Cerignola(FG): Sicurezza e reati predatori criticità, strategie e il nodo dell’impiego dei militari
Gli ultimi episodi di criminalità predatoria registrati a Cerignola approdano sul tavolo del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica riunito in Prefettura a Foggia. Il vertice, presieduto dal prefetto Paolo Giovanni Grieco e allargato a un rappresentante dell’Esercito Italiano, ha acceso i riflettori su una questione che tocca da vicino la comunità di Cerignola: il contrasto ai reati predatori e la sicurezza nelle scuole.
La proposta avanzata dall’amministrazione comunale sarà nuovamente discussa nella riunione del 4 marzo, alla presenza anche del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, segno di un’attenzione istituzionale crescente verso un fenomeno che, pur registrando dati in calo, continua a generare allarme sociale.
Le criticità dei reati predatori
I dati illustrati durante il Comitato parlano di una riduzione sensibile dei reati predatori nel 2025, anche di quelli aggravati dall’uso della violenza, grazie al rafforzamento dei servizi di presidio del territorio con personale proveniente da fuori provincia. Tuttavia, le criticità restano evidenti.
- Percezione di insicurezza.
Anche quando le statistiche mostrano un calo, la frequenza e la modalità violenta di alcuni episodi alimentano un forte senso di vulnerabilità tra i cittadini, incidendo sulla qualità della vita e sulla fiducia nelle istituzioni. - Recidiva e coinvolgimento minorile.
Particolare attenzione è stata dedicata ai comportamenti violenti in ambito scolastico e ai casi di minori già destinatari di ammonimento del questore che reiterano condotte riconducibili a percosse, lesioni o minacce. Il nuovo decreto sicurezza prevede sanzioni amministrative da 200 a 1.000 euro per gli esercenti la responsabilità genitoriale in caso di reiterazione: una misura che punta a responsabilizzare le famiglie, ma che apre anche un dibattito sull’efficacia delle sanzioni economiche rispetto a percorsi educativi strutturati. - Pressione sulle forze dell’ordine.
Il controllo costante del territorio richiede risorse umane e logistiche significative. L’impiego di personale aggiuntivo, sebbene efficace nel breve periodo, può non essere sostenibile a lungo termine senza un piano strutturale.
Focus sulla sicurezza nelle scuole
Il Comitato ha esaminato i dati forniti dall’Ufficio Scolastico Provinciale sugli episodi di violenza negli istituti. È emersa la necessità di attivare percorsi formativi con il contributo delle forze dell’ordine, coinvolgendo anche i genitori.
La scuola viene così riconosciuta non solo come luogo da proteggere, ma come presidio educativo centrale nella prevenzione. La strategia si muove su un doppio binario: repressione dei comportamenti illeciti e prevenzione culturale, attraverso educazione alla legalità e corresponsabilità familiare.
Perché utilizzare i militari?
Il coinvolgimento di un rappresentante dell’Esercito nel vertice ha riacceso il dibattito sull’eventuale impiego dei militari per rafforzare i controlli sul territorio.
Le ragioni a favore:
Rafforzamento immediato del presidio urbano.
Maggiore deterrenza visiva contro reati predatori.
Supporto logistico alle forze di polizia, liberando risorse per attività investigative.
Le criticità:
I militari non svolgono funzioni di polizia giudiziaria.
Rischio di militarizzazione percepita dello spazio urbano.
Necessità di presupposti tecnici e operativi specifici per un’integrazione stabile.
Al momento, è stato chiarito che non sussistono le condizioni per integrare stabilmente i servizi di controllo con una componente dell’Esercito. In alternativa, è stata ipotizzata l’istituzione di una “zona a vigilanza rafforzata” nel territorio comunale, secondo quanto previsto dal decreto legge sicurezza n. 23 del 24 febbraio 2026: uno strumento che consentirebbe controlli più incisivi senza ricorrere a un dispiegamento permanente delle forze armate.
Una nuova strategia operativa
Alla luce dei recenti eventi, il prefetto ha delineato una strategia in linea con le nuove disposizioni normative: rafforzamento dei controlli mirati, coordinamento interforze e maggiore integrazione tra prevenzione sociale e azione repressiva.
La sfida, ora, sarà trovare un equilibrio tra sicurezza e coesione sociale. Per Cerignola, il tema non è solo ridurre i numeri dei reati, ma ricostruire un clima di fiducia collettiva, attraverso un’azione condivisa tra istituzioni, scuola, famiglie e forze dell’ordine.
La riunione del 4 marzo rappresenterà un passaggio decisivo per trasformare le ipotesi in misure concrete, in un contesto in cui la sicurezza resta priorità assoluta ma richiede risposte strutturali e non soltanto emergenziali.

