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Brindisi: Incendio delle auto il commando tenta di cancellare le tracce del fallito assalto al portavalori

Brindisi, incendio delle auto un gesto per nascondere le tracce del colpo fallito al portavalori
Nel tardo pomeriggio di ieri, due veicoli sono stati ritrovati completamente distrutti dalle fiamme in un’area di campagna tra Guagnano, San Pancrazio e Salice Salentino, al confine tra le province di Brindisi e Lecce. Le auto, un’Alfa Romeo Stelvio scura e una Kia Sportage bianca, erano utilizzate dal commando che lunedì 9 febbraio aveva tentato un colpo al portavalori lungo la statale 613, tra Brindisi e Lecce. Il tentativo di assalto, però, era fallito, e le fiamme sembrano essere state appiccate proprio per cancellare ogni traccia dell’operazione.
L’atto di incendiare i veicoli è un chiaro segnale del tentativo della banda di evitare che le forze dell’ordine potessero risalire alla loro identità attraverso i mezzi. Distruggere le auto, infatti, è una tecnica comune tra i gruppi criminali per impedire che il numero di targa o altre caratteristiche dei veicoli possano fornire indizi cruciali durante le indagini. Non è solo un modo per cancellare la prova materiale, ma anche per rendere più difficili le ricerche, distruggendo ciò che potrebbe legare i criminali a un preciso luogo o evento.
Il ritrovamento dei veicoli è avvenuto grazie all’occhio attento di un agricoltore che, passando nella zona, ha notato la carcassa annerita delle due auto e ha immediatamente avvisato i carabinieri. Solo sabato scorso era stata ritrovata una terza vettura – una Jeep di colore chiaro – abbandonata nei pressi del cimitero di San Pietro Vernotico, altra prova che il commando stava cercando di far perdere le proprie tracce.
Le indagini continuano a ritmo serrato, con le forze dell’ordine impegnate nella ricerca degli altri membri della banda. L’assalto al portavalori, che ha visto il coinvolgimento di un commando armato, aveva preso piede nella zona strategica tra Brindisi e Lecce, ma per motivi ancora sconosciuti, l’operazione è andata a monte. Nonostante il fallimento, i membri del gruppo hanno cercato di nascondere ogni elemento che potesse collegarli al tentativo di rapina.
In un contesto di crescente criminalità organizzata nel Sud Italia, questo episodio mette in evidenza l’ingegnosità, ma anche la determinazione, con cui i gruppi criminali operano per eludere la giustizia. Ora la priorità è risalire all’identità dei malviventi e alle loro basi operative, in un’operazione che continua a richiedere massima attenzione.

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