Orrore a Foggia: 19enne perseguita e umilia una coetanea con fotomontaggi osceni, arrestato per stalking
Arresti domiciliari a Foggia per un 19enne accusato di atti persecutori nei confronti di una coetanea. Il giovane è finito sotto misura cautelare al termine di un’indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura locale, coordinata dalla Procura della Repubblica, a seguito della querela presentata dalla vittima il 31 luglio 2025.
Le accuse
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ragazzo avrebbe realizzato e diffuso immagini manipolate che ritraevano il volto di Arianna, 19 anni, sovrapposto alle parti intime di un’altra donna. Le immagini, accompagnate da frasi volgari e diffamatorie, hanno iniziato a circolare a partire dal mese di giugno 2025 nei pressi dell’Istituto Scolastico Lanza, dove la giovane studia.
Non si sarebbe trattato di un episodio isolato: dal mese di luglio i fotomontaggi offensivi sarebbero comparsi anche in altre zone della città, aggravando la situazione e aumentando il disagio della vittima.
Il reato contestato
Il 19enne è accusato di atti persecutori (stalking), un reato che si configura quando comportamenti reiterati provocano nella vittima un grave e perdurante stato di ansia o paura, o la costringono a modificare le proprie abitudini di vita. Nel caso specifico, la diffusione sistematica di immagini dal contenuto umiliante e sessualmente esplicito avrebbe determinato nella giovane un forte turbamento psicologico.
La natura delle immagini e il loro contenuto diffamatorio potrebbero inoltre configurare ulteriori profili di responsabilità penale, legati alla diffamazione e al trattamento illecito di immagini, aspetti che restano al vaglio degli inquirenti.
Le indagini e la misura cautelare
Dopo la denuncia presentata a fine luglio, gli investigatori hanno avviato accertamenti per risalire all’autore della diffusione del materiale. Gli elementi raccolti hanno portato all’identificazione del 19enne, per il quale l’autorità giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione del reato.
La vicenda ha suscitato forte attenzione in città, riportando al centro del dibattito il tema della tutela della dignità personale e delle conseguenze penali legate alla diffusione di contenuti offensivi e manipolati, soprattutto quando colpiscono giovani vittime.

