Foggia:Politica foggiana, tra strappi istituzionali e patti traditi il caso ASI come cartina di tornasole
La politica foggiana continua a muoversi su un terreno fragile, segnato da personalismi, accordi disattesi e una crescente difficoltà nel tenere insieme istituzioni e partiti. Quanto accaduto nell’assemblea dei soci del Consorzio ASI di Foggia, svoltasi mercoledì scorso, non è un semplice passaggio amministrativo, ma l’ennesimo episodio che certifica le profonde lacerazioni all’interno del centrosinistra e, in particolare, del Partito Democratico in Capitanata.
Il rinnovo a maggioranza del Consiglio di amministrazione uscente e la riconferma di Agostino De Paolis alla presidenza – alla guida dell’ente dal 2019 – ha lasciato dietro di sé più di una scia di malcontento. Restano nel Cda Francesco Bonito, sindaco di Cerignola, Antonio Metauro, presidente di Confcommercio Foggia, e l’imprenditore Emilio Paglialonga. L’unica novità è rappresentata dall’ingresso di Tito Salatto, vertice di Confindustria Foggia, in una casella che, secondo gli accordi politici, sarebbe dovuta spettare alla Provincia, secondo socio del Consorzio dopo il Comune capoluogo.
Ed è proprio sugli accordi che si consuma lo strappo più profondo. Nel Pd regionale e nell’area decariana era stata trovata una mediazione chiara: rinviare il rinnovo degli organi a settembre, consentendo il passaggio di consegne tra De Paolis e l’ex consigliere regionale sipontino Paolo Campo, indicato come successore naturale per un equilibrio interno al partito. Un’intesa politica, prima ancora che istituzionale, che avrebbe dovuto ricucire una frattura mai davvero sanata.
Quel patto, però, è saltato.
A chiedere formalmente il rinvio sono stati il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti e il sindaco di Manfredonia Domenico La Marca, cui si è unito anche il sindaco di Monte Sant’Angelo e segretario provinciale del Pd, Pierpaolo d’Arienzo. Ma circa il 60% dei soci ha scelto di andare avanti, votando subito la nuova governance e aprendo di fatto la strada al “De Paolis bis”.
In questo contesto si inserisce lo scontro politico e istituzionale tra Nobiletti e la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo. Il presidente della Provincia aveva indicato Antonello Di Paola, consigliere comunale e provinciale, come rappresentante in quota Provincia. Una scelta che ha irrigidito ulteriormente i rapporti, trasformando una partita di nomine in un regolamento di conti politico, dove le istituzioni finiscono per essere ostaggio delle dinamiche interne ai partiti.
Le recenti elezioni regionali hanno amplificato queste tensioni. In Capitanata, il clima è quello di una competizione permanente: tutti si sentono centrali, tutti rivendicano un ruolo decisivo, ma manca una regia capace di tenere insieme visione strategica e responsabilità collettiva. In questo scenario, la mossa di De Paolis ha “rotto le uova nel paniere”, scompaginando piani e ambizioni di più di un attore politico.
Resta ora da capire quali saranno le prossime mosse: quale posizione assumerà l’assessore regionale Piemontese, come si muoverà il sindaco Bonito – indicato anch’egli tra i possibili candidati – e soprattutto quale spazio politico verrà riconosciuto a Paolo Campo, la cui candidatura sembrava frutto non solo di una scelta, ma di una convenienza politica condivisa e poi disattesa.
Il caso ASI, dunque, non è un episodio isolato, ma il sintomo di una crisi più ampia: quella di una politica foggiana che fatica a rispettare gli accordi, a distinguere tra ruoli istituzionali e interessi di corrente, e a costruire una governance stabile per lo sviluppo del territorio. Senza una inversione di rotta, il rischio è che le lacerazioni di oggi diventino le paralisi di domani.

