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Foggia:“Sfruttamento del lavoro, Infante «Il sistema ha fallito prima del processo»”

Sfruttamento del lavoro, Infante: “Il diritto penale da solo non basta”
Lo sfruttamento del lavoro continua a rappresentare una delle emergenze più gravi e irrisolte del tessuto sociale ed economico del territorio. A ribadirlo è stato il nuovo Procuratore della Repubblica, Infante, intervenuto nel corso dell’iniziativa dedicata al tema, organizzata anche con il patrocinio dell’Associazione Italiana Diritto del Lavoro e della Sicurezza Sociale e dedicata alla memoria della professoressa Monica McBritton, figura di riferimento negli studi giuslavoristici.
Nel suo intervento, il Procuratore ha messo in evidenza le profonde criticità dell’attuale sistema di contrasto allo sfruttamento lavorativo, sottolineando come il solo ricorso allo strumento penale risulti spesso inadeguato. Il diritto penale, ha spiegato Infante, rischia di trasformarsi in “una clava troppo pesante, troppo tagliente e strutturalmente incapace” di rispondere in modo efficace alla domanda di giustizia, soprattutto quando falliscono le cosiddette barriere pre-penalistiche, come i controlli amministrativi, le tutele contrattuali e le politiche di prevenzione.
Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il richiamo arrivato alla Procura di Foggia da parte della commissione parlamentare sul fenomeno del caporalato. La commissione ha infatti chiesto chiarimenti sulle azioni intraprese e sulle linee di contrasto adottate, un sollecito che, secondo Infante, dimostra come il problema continui a non essere affrontato alla radice. L’attenzione si concentra spesso sulla fase repressiva, quando il danno è già stato prodotto, mentre il fenomeno nasce molto prima, in contesti di marginalità, bisogno e debolezza contrattuale.
Proprio questa distanza tra l’origine del problema e la risposta istituzionale genera, secondo il Procuratore, difficoltà che la sola azione giudiziaria non è in grado di contenere. Da qui l’importanza del convegno, pensato come uno spazio di confronto tra magistratura, accademia e operatori del diritto del lavoro, con l’obiettivo di individuare soluzioni efficaci già nella fase iniziale dello sfruttamento.
L’iniziativa, dedicata alla memoria della professoressa Monica McBritton, ha voluto anche rendere omaggio al suo contributo scientifico e umano nello studio delle dinamiche del lavoro e della sicurezza sociale, riaffermando la necessità di un approccio multidisciplinare e preventivo. Un messaggio chiaro: senza un rafforzamento delle tutele e dei controlli prima dell’intervento penale, la lotta allo sfruttamento rischia di restare incompleta.

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