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Torremaggiore(FG): Sanità in emergenza un solo medico al Punto di Primo Intervento, scoppia l’allarme


Da oggi 5 febbraio 2026 il Punto di Primo Intervento (PPI) di Torremaggiore opera con un solo medico in servizio. Una condizione che segna un punto critico per la sanità dell’Alto Tavoliere e che conferma, nei fatti, le preoccupazioni da tempo sollevate dal Comitato Salute dell’Alto Tavoliere della Puglia. Proprio alla vigilia di questa drastica riduzione dell’organico, il 4 febbraio scorso, il Comitato ha inviato una PEC all’Assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, chiedendo con urgenza reclutamenti straordinari di personale medico.
La situazione attuale è il risultato di un progressivo depauperamento dell’organico. Negli ultimi mesi il presidio era già passato da tre a due medici. L’avvio delle ferie dell’ultimo sanitario rimasto in servizio continuativo, in vista del pensionamento previsto per la fine di marzo 2026, ha determinato una scopertura definita “grave e inaccettabile”. Secondo il Comitato, non si tratta affatto di un’emergenza improvvisa, ma dell’esito diretto di una mancata programmazione da parte del Dipartimento Salute della Regione Puglia.
Già nel 2023, durante una riunione istituzionale tenutasi a Palazzo di Città a Torremaggiore alla presenza delle massime autorità sanitarie, era stato chiaramente segnalato il pensionamento imminente di uno dei medici entro il primo trimestre del 2026. In quella sede era stata avanzata una richiesta precisa: pianificare per tempo soluzioni adeguate per evitare il collasso del servizio. Un appello rimasto, secondo il Comitato, inascoltato, fino all’attuale scenario definito “bizzarro e inaccettabile”.
Il Punto di Primo Intervento di Torremaggiore non è un presidio marginale. Serve direttamente un bacino di circa 35 mila cittadini e rappresenta un pilastro essenziale per il decongestionamento del Pronto Soccorso dell’ospedale “Teresa Masselli Mascia” di San Severo. I numeri parlano chiaro: per volumi di attività, il PPI di Torremaggiore è il più operativo dell’intera Capitanata, superando quelli di Vieste, Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo e San Marco in Lamis.
Un eventuale ridimensionamento o, peggio, una paralisi del servizio avrebbe conseguenze pesantissime sull’intero sistema dell’Emergenza-Urgenza. I Pronto Soccorso di San Severo, San Giovanni Rotondo e Foggia rischierebbero un ulteriore e insostenibile sovraccarico, con ricadute dirette sui tempi di intervento e sulla sicurezza dei pazienti. Uno scenario che il Comitato giudica particolarmente allarmante, ricordando come Torremaggiore abbia già pagato in passato un prezzo elevato a decisioni regionali ritenute poco lungimiranti in ambito sanitario.
L’appello è dunque a un intervento straordinario della Regione Puglia, che metta a disposizione strumenti operativi ed eccezionali per consentire alle ASL di fronteggiare una crisi definita “drammatica ma ampiamente prevedibile”. Le richieste di reclutamento urgente riguardano anche la postazione mobile del 118, oggi medicalizzata solo per pochi turni settimanali a causa della presenza di una sola dottoressa.
“È una situazione che non può essere accettata e che denunciamo da anni”, ribadisce il Comitato Salute dell’Alto Tavoliere, sollecitando una risposta immediata e concreta per il comparto Emergenza-Urgenza. Resta ferma, intanto, la volontà di continuare il dialogo con tutte le istituzioni affinché non venga declassato un presidio salva-vita che rappresenta l’ultimo baluardo dell’eredità ospedaliera del fu San Giacomo, per decenni punto di riferimento imprescindibile per l’intera comunità di Torremaggiore e per tutto il comprensorio dell’Alto Tavoliere.

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