Foggia:Bombe e minacce per cacciare Canonico chieste condanne fino a 7 anni
FOGGIA – Bombe, incendi e minacce per costringere l’ex presidente del Calcio Foggia 1920, Nicola Canonico, a cedere la società e lasciare la città. È la strategia intimidatoria contestata dalla Direzione Distrettuale Antimafia nel processo che vede imputati tre uomini accusati di aver tentato di piegare con la violenza la volontà dell’imprenditore.
Al termine della requisitoria, il pubblico ministero della Dda di Bari Bruna Manganelli, titolare dell’inchiesta, ha avanzato pesanti richieste di condanna. Per Marco Lombardi, indicato come il principale imputato, il pm ha chiesto sette anni e due mesi di reclusione e una multa di 7.600 euro. Per Fabio Delli Carri la richiesta è di cinque anni e dieci mesi di carcere più 7.000 euro di multa, mentre per Massimiliano Russo sono stati sollecitati cinque anni e sei mesi di reclusione e 6.600 euro di sanzione pecuniaria.
Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero messo in atto una serie di azioni intimidatorie, culminate anche in attentati incendiari, con l’obiettivo di allontanare Canonico da Foggia e acquisire il controllo della società calcistica, considerata dagli inquirenti un asset strategico anche sul piano del consenso e del potere sul territorio.
Il processo proseguirà con le arringhe difensive prima della decisione del tribunale.

