Lecce:“La Provincia volta pagina Poli Bortone punita per promesse dimenticate e richieste ignorate”
Perché Adriana Poli Bortone non è riuscita a conquistare la presidenza
L’elezione di Fabio Tarantino a nuovo presidente della Provincia di Lecce segna una svolta politica chiara e, allo stesso tempo, rappresenta una bocciatura netta per la candidatura di Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce e figura storica del centrodestra salentino. Un risultato maturato al termine di un serrato testa a testa, ma che affonda le sue radici in motivazioni politiche ben più profonde di una semplice conta numerica.
A pesare sulla mancata elezione della Poli Bortone sono stati soprattutto impegni politici non mantenuti, promesse rimaste sulla carta e una diffusa percezione di distanza rispetto alle reali esigenze dei territori. Molti amministratori locali, chiamati al voto nei seggi di Palazzo dei Celestini, hanno espresso nei fatti un malcontento accumulato nel tempo, legato a richieste avanzate e mai realmente considerate.
La candidatura della sindaca di Lecce, pur forte di un profilo istituzionale di primo piano, non è riuscita a convincere sindaci e consiglieri comunali dei piccoli e medi comuni, che rappresentano l’ossatura dell’ente provinciale. In più occasioni, infatti, è emersa la sensazione che l’attenzione fosse concentrata prevalentemente sul capoluogo, lasciando ai margini le problematiche infrastrutturali, sociali ed economiche delle aree interne.
Al contrario, Fabio Tarantino, sindaco di Martano, ha saputo costruire una proposta più inclusiva, fondata sull’ascolto e sulla condivisione. Sostenuto dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle, Tarantino ha intercettato il bisogno di discontinuità e di maggiore rappresentanza espresso dagli amministratori locali, presentandosi come garante di un rapporto più equilibrato tra Provincia e Comuni.
Non è un caso che, con un’affluenza altissima – circa il 94% dei 1.262 aventi diritto tra sindaci e consiglieri comunali – il voto abbia assunto il valore di un giudizio politico complessivo. Un giudizio che ha premiato la coerenza e la capacità di tessere relazioni territoriali, penalizzando invece una candidatura percepita come distante e poco attenta alle istanze collettive.
La sconfitta di Adriana Poli Bortone non va dunque letta come un episodio isolato, ma come il risultato di un progressivo scollamento tra leadership e base amministrativa. Un segnale forte, che il centrodestra salentino dovrà interpretare se vorrà tornare competitivo nelle future sfide istituzionali.
Con l’elezione di Fabio Tarantino, successore di Stefano Minerva passato in Consiglio regionale, la Provincia di Lecce apre ora una nuova fase politica. Una fase che, nelle intenzioni del neo presidente, dovrà essere caratterizzata da maggiore dialogo, attenzione ai territori e rispetto degli impegni assunti. Proprio quegli elementi che, secondo molti amministratori, sono mancati alla candidata sconfitta.

