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Foggia:Processo Amiu Puglia, la strategia della difesa “perché non chiamare i commissari prefettizi”


FOGGIA –In questi giorni era uscita la notizia che gli imputati nel caso AMIU avevano scelto una strategia difensiva. Youfoggia.com ha contattato alcuni imputati i quali hanno confermato.Hanno compreso che è una scelta che pesa, sul piano processuale e simbolico, quella adottata dalla difesa di Concetta Zuccarino, ex dirigente comunale finita sotto processo per le vicende legate alla gestione di Amiu Puglia Spa, la società incaricata del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani. La difesa ha infatti deciso di non chiamare a testimoniare i commissari prefettizi Magno e Giangrande, figure chiave nel periodo del commissariamento del Comune di Foggia.
Una decisione tutt’altro che casuale. Secondo la linea difensiva, l’audizione dei commissari rischierebbe di spostare l’attenzione del dibattimento su scelte politiche e gestionali maturate in una fase successiva rispetto agli atti contestati all’ex dirigente. Magno e Giangrande, infatti, furono indicati come gli artefici delle determinazioni assunte in merito all’affidamento del servizio ad Amiu Puglia Spa durante il commissariamento, un contesto straordinario caratterizzato da poteri sostitutivi e da un quadro amministrativo profondamente diverso da quello precedente.
La difesa ritiene che la loro testimonianza potrebbe risultare più funzionale a ricostruire decisioni autonome dei commissari stessi, piuttosto che a chiarire eventuali responsabilità dirigenziali antecedenti. In altre parole, chiamarli in aula rischierebbe di rafforzare la tesi secondo cui le scelte decisive sull’assetto del servizio rifiuti furono assunte in una fase in cui Zuccarino non aveva più un ruolo operativo o decisionale.
C’è poi un ulteriore elemento strategico: evitare che il processo si trasformi in un giudizio politico-amministrativo sul commissariamento del Comune di Foggia. Un terreno scivoloso, che potrebbe diluire il focus sulle singole condotte contestate e aprire scenari interpretativi difficili da governare in sede penale.
In questo senso, la difesa punta a mantenere il perimetro del processo circoscritto agli atti formali e alle responsabilità specifiche, senza coinvolgere figure che agirono in un contesto emergenziale e con poteri eccezionali. Una scelta che mira a evitare sovrapposizioni di piani e a scongiurare letture retroattive di decisioni assunte in un momento di profonda discontinuità istituzionale per la città.
Il processo prosegue dunque nel segno di una strategia difensiva attenta a delimitare ruoli, tempi e responsabilità, mentre resta sullo sfondo il nodo politico-amministrativo di una delle stagioni più complesse della storia recente del Comune di Foggia.

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