Foggia:Drone con droga e cellulari intercettato nel carcere decisivi i fucili Jammer
Un nuovo tentativo di introduzione di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari all’interno del carcere di Foggia è stato sventato nella notte tra venerdì e sabato scorso grazie all’intervento tempestivo della Polizia Penitenziaria. Gli agenti hanno intercettato un drone che trasportava un pacco destinato ai detenuti, confermando ancora una volta come l’utilizzo dei fucili Jammer si stia rivelando uno strumento fondamentale nel contrasto a questo fenomeno.
“La dinamica è sempre la stessa e, come più volte richiesto, la dotazione di fucili Jammer è stata la carta vincente: da quando i poliziotti li possono usare, sono stati molti i carichi recuperati”, fa sapere in una nota Federico Pilagatti, Segretario nazionale del Sappe.
L’episodio si sarebbe verificato intorno alla mezzanotte di sabato 31 gennaio, in concomitanza con il cambio turno, una fase che – secondo quanto riferito – verrebbe sfruttata dai detenuti per facilitare le consegne dall’esterno. Ad avvistare il drone è stata una poliziotta in servizio sul muro di cinta, che è riuscita a “stordirlo” disturbandone le frequenze attraverso l’uso del fucile Jammer. Il velivolo ha così terminato il suo volo finendo sulle reti del campo sportivo interno alla struttura.
Sul posto sono immediatamente intervenuti l’ispettore responsabile e gli agenti in servizio, riuscendo a sequestrare il pacco contenente lo stupefacente e i telefoni cellulari. Il drone, tuttavia, è stato nel frattempo riattivato e recuperato dai soggetti che lo manovravano dall’esterno.
“Il Sappe, oltre a complimentarsi con il personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere di Foggia, che con coraggio e senso di responsabilità continua a garantire livelli minimi di sicurezza, sollecita nuovamente l’Amministrazione Penitenziaria ad intervenire con urgenza”, aggiunge Pilagatti, richiamando l’attenzione sulla grave situazione di sovraffollamento dell’istituto foggiano, il più alto a livello nazionale, con una percentuale che supera il +220%.
Il Segretario nazionale del Sappe rinnova infine la richiesta di un immediato potenziamento dell’organico, con l’invio di almeno cinquanta unità aggiuntive di Polizia Penitenziaria: “La lotta si fa serrata non solo all’interno, ma anche all’esterno del penitenziario, come dimostrano i continui viaggi dei droni. Sono misure non più differibili, necessarie per fronteggiare l’emergenza: in mancanza di interventi concreti, garantire la sicurezza del carcere, dei detenuti e del territorio diventerà sempre più difficile e frustrante”.

