Provincia di Foggia, tregua a Palazzo Dogana: accordo politico e rendiconto approvato
Cosa sia realmente accaduto in Provincia lo sanno solo gli attori principali della vicenda. Di certo, dopo mesi di tensioni, scambi di comunicati e schermaglie politiche, oggi a Palazzo Dogana sembra essere tornata la calma. La pace, almeno formalmente, è stata siglata.
L’aria che si respirava fino a pochi giorni fa era pesante. Lo confermano le dichiarazioni, a caldo, di alcuni consiglieri provinciali:
«Meno male che si sono messi d’accordo, così andiamo avanti», ha commentato qualcuno, lasciando trasparire quanto lo stallo istituzionale avesse logorato maggioranza e opposizione. Altri consiglieri hanno espresso un analogo sollievo, segnale evidente di un clima che rischiava di compromettere seriamente l’operatività dell’Ente.
Il punto di svolta è arrivato con l’approvazione del rendiconto di gestione 2024, un documento contabile che era stato bocciato per ben tre volte, da aprile a oggi, diventando il simbolo della crisi politica interna alla Provincia di Foggia. L’approvazione rappresenta il vero cuore dell’accordo: senza quel via libera, la paralisi amministrativa sarebbe continuata.
Secondo indiscrezioni raccolte tra i banchi del Consiglio, dietro l’intesa tra il presidente Giuseppe Nobiletti e Raffaele Piemontese ci sarebbe lo “zampino” del Presidente della Regione Antonio Decaro, che avrebbe svolto un ruolo di mediazione decisivo, fungendo da paciere tra le parti. Una lettura che non tutti condividono.
C’è infatti chi sostiene che «sia andato tutto come da copione», in un’aula gremita come nelle grandi occasioni, come non ha mancato di osservare lo stesso presidente Nobiletti, rivendicando la regolarità e la legittimità del percorso istituzionale seguito.
Resta però il nodo politico di fondo.
Se l’accordo ha consentito di superare l’impasse contabile e di restituire stabilità all’Ente, non è ancora chiaro come verrà gestita la Provincia da oggi in avanti. Si tratta di una vera alleanza politica, fondata su un progetto condiviso, oppure di un pseudo accordo, utile solo a superare l’emergenza del rendiconto?
La risposta arriverà nei prossimi mesi, quando si capirà se la tregua di Palazzo Dogana si trasformerà in una governance solida e duratura o se resterà una fragile pausa in un conflitto solo momentaneamente sopito.

