Foggia:La morte di Simone Raucea e il nuovo filone d’indagine sotto la lente anche le condizioni della strada
La morte di Simone Raucea, avvenuta nei giorni scorsi , ha aperto un nuovo e significativo filone di indagine da parte della Procura. Il pubblico ministero Claudia Penzone ha infatti conferito incarico ad alcuni consulenti tecnici per accertare se, al momento dell’incidente, l’area fosse adeguatamente illuminata e se le condizioni dei luoghi potessero aver inciso sull’evento.
L’attenzione si sposta così su un problema noto e diffuso in città: quello dell’illuminazione pubblica insufficiente, che riguarda non solo le zone periferiche ma anche quelle centrali. A questo si aggiunge la scarsa visibilità della segnaletica orizzontale e la presenza di stalli di sosta, sia bianchi che blu, collocati a ridosso degli attraversamenti pedonali e degli incroci, elementi che possono compromettere seriamente la sicurezza stradale.
Estendere l’accertamento tecnico all’incidenza delle condizioni dei luoghi non significa sottrarsi alle responsabilità individuali. L’indagato, una persona anziana descritta come di specchiata onestà, ha già manifestato l’intenzione di assumersi pienamente le proprie responsabilità. Tuttavia, come sottolineato dagli avvocati, analizzare anche il contesto urbano e infrastrutturale in cui si è verificata la tragedia rappresenta un passo fondamentale per comprendere appieno la dinamica dei fatti e, soprattutto, per prevenire il ripetersi di simili eventi.
Da questo punto di vista, l’approccio adottato dalla Procura appare innovativo e meritevole di apprezzamento. Non si tratta soltanto di individuare eventuali colpe, ma di contribuire ad elevare il livello complessivo di sicurezza delle strade cittadine.
Il nuovo filone d’indagine apre infatti uno scenario diverso rispetto a quello, più tradizionale, di un semplice caso di investimento stradale. Le criticità evidenziate in materia di illuminazione e segnaletica chiamano potenzialmente in causa anche altri soggetti: amministrazioni pubbliche, funzionari e dirigenti che hanno approvato e gestito i piani di illuminazione e la sistemazione della viabilità.
L’accertamento delle eventuali responsabilità in questo ambito potrebbe segnare un passaggio importante, non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello politico e amministrativo, ponendo al centro il tema – troppo spesso trascurato – della sicurezza urbana come responsabilità collettiva.

