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San Severo(FG):Paralizzata il Comune ostaggio della paura di perdere la poltrona


Il Comune di San Severo vive una fase di stallo senza precedenti. Un immobilismo politico e amministrativo che non nasce da una mancanza di problemi da affrontare, ma esattamente dal contrario: tutto è fermo per paura. Paura di decidere, paura di firmare, paura – soprattutto – di perdere la poltrona e con essa lo stipendio mensile.
Un clima di sospensione che si è progressivamente consolidato a seguito delle verifiche giudiziarie sugli affidamenti diretti e, più recentemente, dell’attività ispettiva avviata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un contesto delicatissimo, nel quale le versioni ufficiali fornite alla città risultano spesso vaghe, obbligate dal segreto istruttorio, ma proprio per questo incapaci di rassicurare cittadini e operatori economici.
Secondo quanto emerso nelle fasi iniziali delle indagini, alcuni affidamenti avrebbero riguardato soggetti legati da rapporti personali agli amministratori comunali. Circostanze che sarebbero state oggetto di esposti e successivi accertamenti da parte della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica. Vicende che, al di là degli esiti giudiziari, hanno prodotto un effetto politico immediato: il blocco quasi totale dell’azione amministrativa.
In quel contesto fece rumore anche il nome di Giuseppe Manzaro, geometra e figura ritenuta centrale negli equilibri politici cittadini, indicato da più parti come una sorta di “sindaco-ombra”. Un ruolo informale ma, secondo le ricostruzioni, capace di esercitare un’influenza determinante sulle scelte strategiche dell’ente, pur in assenza di incarichi ufficiali. Un’anomalia politica che ha alimentato ulteriormente sospetti e tensioni interne alla maggioranza.
Nel corso del 2025 la vicenda si è ampliata, intrecciandosi con ulteriori elementi di criticità: rallentamenti negli appalti, servizi essenziali gestiti in proroga, concorsi contestati, atti rinviati sine die. Ogni decisione appare congelata, ogni iniziativa rinviata, come se l’intero Palazzo fosse entrato in una modalità di autoprotezione permanente.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una città ferma, mentre i problemi aumentano. Le esigenze dei cittadini, delle imprese e dei lavoratori passano in secondo piano rispetto alla sopravvivenza politica di chi governa. L’amministrazione sembra più impegnata a evitare scossoni che a dare risposte, più attenta a non sbagliare che a governare davvero.
San Severo non può permettersi di restare ostaggio di questo clima di paura. Governare significa assumersi responsabilità, anche quando il contesto è difficile. Continuare a galleggiare, nel timore di perdere la poltrona, rischia di trasformare lo stallo in un danno strutturale per la città. E a pagare il prezzo, ancora una volta, sono i cittadini.

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