Esteri:Venezuela, finita l’era Maduro. Operazione Usa nella notte, protestano Cina e Russia
Caracas/New York – Si chiude bruscamente l’era di Nicolás Maduro alla guida del Venezuela. Il presidente venezuelano e la moglie sono stati catturati e portati fuori dal Paese nel corso di un’operazione ordinata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’azione, definita dalla Casa Bianca “un’operazione brillante”, è scattata intorno alle due di notte con un attacco su larga scala su Caracas: per ore nella capitale si sono udite esplosioni e raffiche, mentre le comunicazioni risultavano a tratti interrotte.
Secondo quanto riferito da Washington, Maduro sarebbe già stato trasferito a New York, dove potrebbe essere processato già lunedì. “È stata un’operazione brillante. Abbiamo agito per la stabilità regionale e per la sicurezza internazionale”, ha dichiarato Trump, aggiungendo che gli Stati Uniti “saranno fortemente coinvolti nell’industria del petrolio di Caracas”, aprendo di fatto a un cambio di rotta nei rapporti economici con il Paese sudamericano.
Poche ore prima della cattura, Maduro aveva accusato gli Stati Uniti di essere dietro gli attacchi e aveva proclamato lo stato di emergenza, denunciando un “tentativo di aggressione imperialista”. La versione ufficiale di Caracas è però destinata a scontrarsi con quanto filtra dall’opposizione venezuelana: fonti interne parlano di una “uscita concordata”, maturata dopo settimane di contatti riservati e pressioni internazionali.
Durissime le reazioni di Cina e Russia, storici partner del Venezuela. Pechino ha espresso “ferma opposizione a qualsiasi ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano”, mentre Mosca ha parlato di “violazione inaccettabile del diritto internazionale” e ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Sulla stessa linea Parigi, che in una nota del Quai d’Orsay ha sottolineato come l’operazione “sollevi seri interrogativi sul rispetto del diritto internazionale”.
In Italia, Palazzo Chigi segue l’evolversi della situazione. “La priorità assoluta è la sicurezza della comunità italiana in Venezuela”, si legge in una nota della Presidenza del Consiglio, che assicura contatti costanti con la Farnesina e con i partner europei.
Nelle strade di Caracas la situazione resta tesa. Presidi militari sono stati rafforzati e migliaia di persone si sono riversate nei quartieri centrali, tra chi festeggia la fine del regime e chi teme una nuova fase di instabilità. Il futuro del Venezuela si gioca ora tra le reazioni della comunità internazionale e le scelte che emergeranno nelle prossime ore, mentre il Paese prova a voltare pagina dopo anni di crisi politica ed economica.

