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Policlinico di Foggia, i rilievi della Corte dei Conti: perché l’operazione non è conforme e perché la decisione arriva adesso


La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo della Puglia, ha espresso una valutazione critica sull’operazione societaria che vede coinvolto il Policlinico di Foggia e la società Sanitaservice , intervenendo a seguito di una richiesta di parere avanzata dallo stesso ente sanitario a firma del Direttore generale Pasqualone .Al centro della pronuncia vi è la mancanza di elementi giuridici e statutari idonei a dimostrare che la partecipazione detenuta dal Policlinico risponda effettivamente alle finalità pubbliche previste dall’ordinamento.
Secondo quanto rilevato dai magistrati contabili, l’operazione presenta un nodo fondamentale: l’assenza di una chiara definizione, nello statuto o in eventuali accordi parasociali, degli organi di coordinamento e dei meccanismi decisionali. In particolare, la Corte sottolinea come non sia possibile accertare se il Policlinico di Foggia, pur detenendo una quota pari al 13%, sia realmente in grado di esercitare prerogative di co-gestione proporzionate alla propria partecipazione.
Il rischio evidenziato è che l’intervento dell’ente pubblico si traduca in un mero investimento finanziario passivo, ipotesi non consentita per un soggetto pubblico come un’azienda ospedaliera universitaria. La normativa, infatti, ammette la partecipazione a società solo quando questa sia strumentale al perseguimento diretto delle finalità istituzionali, come il miglioramento dei servizi sanitari, l’efficienza gestionale o l’innovazione organizzativa, e non quando assuma caratteristiche puramente speculative o prive di un effettivo controllo pubblico.
La motivazione della Corte dei Conti si fonda dunque sul principio di trasparenza e responsabilità nell’uso delle risorse pubbliche. Senza regole chiare che disciplinino il potere decisionale, la partecipazione del Policlinico rischia di non garantire alcun ritorno in termini di interesse pubblico, esponendo l’ente a possibili criticità sul piano della legittimità amministrativa e contabile.
Ma perché la Corte interviene proprio adesso? Il chiarimento arriva dal contesto procedurale: non si tratta di una sanzione o di un giudizio successivo, bensì di un controllo preventivo e collaborativo. È stato lo stesso Policlinico di Foggia a sollecitare il parere della Corte, probabilmente in una fase in cui l’operazione è oggetto di revisione, implementazione o consolidamento. In un momento storico segnato da un rafforzamento dei controlli sulla spesa pubblica e sulle partecipazioni degli enti sanitari, la richiesta di parere rappresenta un passaggio obbligato per evitare future contestazioni.
La pronuncia della Corte dei Conti, dunque, non chiude definitivamente la partita, ma lancia un segnale chiaro: senza una struttura di governance definita e coerente con la quota detenuta, l’operazione non può dirsi conforme ai principi dell’ordinamento. Spetterà ora al Policlinico valutare se e come intervenire, modificando statuti o accordi, per rendere la partecipazione realmente funzionale all’interesse pubblico e immune da rilievi contabili.
In definitiva, il “perché adesso” risiede nella necessità di fare chiarezza prima che l’operazione produca effetti irreversibili, riaffermando il ruolo della Corte dei Conti come garante della legalità e della corretta gestione delle risorse pubbliche.

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